Italia
A Cerreto niente scuolabus: caos alle medie, una bambina si rifugia dai carabinieri, un altro si perde nella campagna
Alunni restano fuori dalla scuola, genitori infuriati
F.T. - S.B.
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CERRETO. Lo scuolabus non c'è. I dirigenti delle materne e delle elementari avvertono le famiglie e ai ragazzi della scuola media di Cerreto Guidi viene data la facoltà di uscire. Ma molti genitori sono bloccati per la neve. E così c'è chi fa a pallate, chi si avventura tra i campi perdendo l'orientamento e chi va dai carabinieri: «Potete chiamare la mia famiglia e avvertirla che sono qui da voi?». Una situazione che ha scatenato la protesta dei genitori, in particolare di quelli che frequentano le medie che si sono rivolto alla nostra redazione: «Pensate a chi si trovava a lavoro e non aveva il mezzo proprio. O a chi era a casa, ma non aveva le catene e non poteva mettersi in viaggio. Ci chiediamo per quale motivo gli scuolabus non sono stati attrezzati per tempo con le catene, visto che la nevicata era stata abbondantemente annunciata. Non vogliamo pensare che non ne siano dotati o che non ci sia nessuno in grado di montarle. Quello che è successo è una vergogna». Un'altra testimonianza arriva da Valerio Maccioni: «Mio figlio frequenta la scuola media. Gli hanno detto che il pulmino non c'era e che se volevano potevano uscire dalla scuola in attesa dei genitori. Peccato che la strada era bloccata dalla polizia municipale e quindi noi non potevamo salire». Molti ragazzi sono usciti. C'è chi è rimasto davanti all'istituto a fare a pallate e chi dopo un po' di attesa, si è avventurato tra i campi, cercando una scorciatoia, perdendo però la strada di casa: «Mio figlio - racconta un altro genitore - ha chiesto alla segreteria di avvertirci, ma gli hanno spiegato che i telefoni non funzionavano». Nel momento clou della nevicata sono andati in tilt anche molti cellulari: «Abbiamo vissuto ore di ansia e paura. Non sapevamo dov'erano i nostri figli e non avevamo la possibilità di andarli a prendere. Non si può dare la facoltà a un ragazzo di 14 anni di decidere se uscire o meno da scuola. Avrebbero dovuto tenerli dentro, sorvegliati dagli insegnanti». «Noi - conclude un altro cerretese - portiamo i nostri figli a scuola con la convinzione che siano in un posto sicure. Queste situazioni non devono più ripetersi».
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