Sicurezza
Morti per leucemia, parla l'Asl
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La sede dellAsl 11 in via dei Cappuccini a Empoli «Nessuna reticenza, abbiamo informato i cittadini e tra quattro mesi avremo i risultati definitivi dell'indagine»
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EMPOLI. «Le dichiarazioni dei consiglieri regionali del Pdl rischiano di creare un allarmismo immotivato, oltre a favorire un clima di sfiducia nei confronti dei professionisti del Sistema sanitario nazionale». L'Asl 11 di Empoli replica a Jacopo Ferri, Nicola Nascosti e Stefano Mugnai che avevano accusato l'Azienda di reticenza in merito ai troppi decessi per leucemia nell'Empolese-Valdelsa, annunciando un'interrogazione all'assessore Scaramuccia. «Già il primo settembre 2010 - scrive l'Asl - tramite un comunicato stampa congiunto con Arpat, avevamo provveduto ad informare la cittadinanza sullo studio in corso. «Incontri informativi si sono tenuti a Cerreto e Montopoli». Alla ricerca stanno lavorando oltre agli operatori dell'Asl anche l'Arpat, la Fondazione Monasterio/Cnr di Pisa, l'Università di Pisa, con la consulenza dell'istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispo) di Firenze. La ricerca è iniziata dalla raccolta dei dati di morte per questa causa dall'anno 1989 all'anno 2008 (ultimo disponibile). «Emerge che per le donne la mortalità nella Asl 11 nel periodo 2004-08 è superiore a quella della Regione: 80 decessi tra le donne contro 56 attesi (scostamento di 24 casi significativo statisticamente), cioè circa 5 casi in media in più ogni anno. Questo scostamento si concentra in alcuni comuni. Nella zona Empolese-Valdelsa gli eccessi si verificano in misura maggiore nel comune di Cerreto (statisticamente significativo) e di Capraia Limite (statisticamente non significativo) e in minor misura a Vinci e ad Empoli. Nel complesso dei quattro comuni nel periodo considerato i "casi attesi" sono risultati 19,4 mentre ne sono stati osservati 34, con uno scostamento di 15 casi (in media circa 3 casi in più all'anno)». Nella zona Valdarno l'eccesso complessivo rispetto alla regione è ai limiti della significatività statistica: «Nel periodo 2004-08 i casi attesi sono stati 20 a fronte di 30 osservati (scostamento di 10 casi), in media circa 2 casi in più all'anno, ma con incrementi significativi negli ultimi due anni. Nel Valdarno è soprattutto nei comuni di Montopoli e Fucecchio che sono emersi scostamenti più marcati, limitati al periodo più recente (2004-2008), mentre il comune di Santa Croce, anch'esso con tasso superiore alla media regionale, aveva registrato eccessi anche nel periodo 1989-1998. Nel quinquennio 2004-2008, a Montopoli, Santa Croce e Fucecchio si osservano eccessi anche per i maschi, seppure senza significatività statistica. A Montopoli (maschi e femmine) in totale nel periodo 2004-2008 i casi attesi sono stati 5, quelli osservati 11, con uno scostamento medio di circa 1 caso in più all'anno. Sono stati indagati anche i linfomi ed i mielomi: «Si è osservato solo uno scostamento in eccesso rispetto al dato regionale della mortalità per mieloma multiplo nelle donne nei comuni di Empoli, Cerreto Guidi e Vinci nel periodo 2004-2008»». L'Asl 11 è impegnata nel costruire un archivio di tutti gli ammalati andando a consultare e a confrontare tutte le schede di dimissione dall'ospedale (anche quelli ricoverati fuori Asl 11), i dati delle esenzioni ticket per questa malattia, quelli dei medici di famiglia, degli ambulatori, dell'anatomia patologica. Per le conclusioni dello studio è molto importante anche la ricostruzione della storia residenziale e occupazionale dei casi: «Questa attività permetterà di valutare possibili connessioni con rischi ambientali. Le conclusioni dell'indagine dovrebbero arrivare nell'arco di 4 mesi».
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