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Empoli

L'assessore Ceccobao: tagli inevitabili ma ridotti al minimo

Luciano Menconi
L'assessore Ceccobao: tagli inevitabili ma ridotti al minimo

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 EMPOLI. «Velocizzare i collegamenti ferroviari regionali è indispensabile. Per raggiungere questo obiettivo è inevitabile una riorganizzazione del servizio che può voler dire anche qualche treno in meno al giorno. Ma per i pendolari i disagi sono stati ridotti al minimo. E comunque la Regione è disponibile ad affrontare insieme agli enti locali i problemi che di volta in volta ci verranno segnalati».  È il succo dell'intervista con cui l'assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao ha voluto rispondere alla presa di posizione degli undici sindaci dell'Empolese Valdelsa che insieme alla vicepresidente della Provincia Laura Cantini hanno criticato i tagli al trasporto ferroviario sulla linea Firenze-Pisa imposti con l'attivazione del nuovo collegamento diretto tra l'aeroporto Galilei e il capoluogo.  Ceccobao dice di comprendere le proteste, ammette che qualcosa nella comunicazione tra Firenze e gli enti locali non ha funzionato ma rivendica il lavoro fatto e quello che sta impostando per migliorare il trasporto su rotaie in Toscana.  Assessore, nell'Empolese Valdelsa i tagli al Memorario non sono piaciuti per niente.  «Innanzitutto vorrei spiegare che con l'alta velocità regionale abbiamo introdotto un'innovazione importante. Mentre per un viaggio tra Roma e Firenze si impiega ormai un'ora e 35 minuti è impossibile che da Lucca a Firenze occorra un'ora e 45 minuti. Il collegamento diretto tra Pisa e Livorno era necessario, rendere più veloci i collegamenti ferroviari in Toscana è la strada su cui vogliamo puntare per migliorare i nostri servizi, anche se sappiamo che dobbiamo fare i conti con la penuria di investimenti statali e con una rete fatta di binari vecchi».  Ma per Empoli e il circondario questo ha voluto dire perdere quattordici treni al giorno.  «Abbiamo dovuto ritoccare qualche servizio perché tutti i treni non entravano nella riorganizzazione degli orari. Ma non sono state intaccate le fasce orarie in cui viaggiano i pendolari, siamo intervenuti con aggiustamenti nelle ore morte, e comunque abbiamo introdotto i treni navetta che consentono di avere un collegamento alternativo tra Empoli e Firenze. Capisco i sindaci che protestano per qualche taglio ma va detto che il servizio resta comunque molto ben strutturato e consente buone alternative. A Empoli, ricordo, fermano 115 treni al giorno, a Montelupo Fiorentino 87. Non mi sembrano pochi».  I sindaci e la vicepresidente della Provincia hanno anche lamentato il fatto che queste decisioni non siano state concertate in alcun modo. Cosa risponde a loro?  «Non voglio fare polemica, dico solo che evidentemente dobbiamo migliorare con la comunicazione. Dovremo sviluppare un dialogo sempre più forte tra la Regione e i sindaci. A loro ho ribadito la mia disponibilità ad affrontare insieme i problemi mano a mano che si presenteranno, a consultarci, a parlare dei programmi di sviluppo del trasporto ferroviario oltre che della qualità del servizio e delle specifiche esigenze dei singoli territori».  Gli amministratori del circondario hanno anche detto a chiare lettere che sulla riorganizzazione della Empoli-Siena non accetteranno forzature.  «L'alta velocità regionale riguarderà anche la Empoli-Siena, come altre linee toscane. A differenza della Pisa-Firenze è un tratto più difficile e meno attrezzato. Per questo ogni modifica andrà discussa con il territorio con grande equilibrio e disponibilità. Non c'è dubbio che punteremo sulla concertazione».  Quale impegno può assumersi rispetto al raddoppio della Empoli-Granaiolo e alla quadruplicazione della Empoli-Montelupo?  «Posso dire che per la Regione il raddoppio della Empoli-Granaiolo resta una grande priorità, perché consentirebbe di aumentare la capacità di manovra sulla Valdelsa e migliorare i collegamenti con Siena. Ora i soldi per farlo non ci sono e viste le condizioni della finanza pubblica non mi pare che ci possiamo aspettare troppo dello Stato. Ma se trovassimo le risorse finanziarie questo intervento lo considereremmo una delle prime cose da fare».  

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