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Empoli

Lite sui rimborsi tra allenatore e società

C'era una volta il calcio dove bastava la parola

Graziano Banchini
C'era una volta il calcio dove bastava la parola

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FUCECCHIO. Una vicenda di calcio giovanile finita in malo modo tra un allenatore che reclama rispetto e rimborsi dovuti, ed una società che racconta una verità diversa. Unico dato certo: il calcio giovanile assomiglia sempre più a quello professionistico. «Un tempo si diceva che una stretta di mano valeva più di un contratto» racconta Mario Masetti, fucecchiese di 50 anni, di cui quaranta passati nel mondo del calcio: venti da calciatore con un passato di tutto rispetto nel calcio dilettantistico, e venti da allenatore nel settore giovanile. «Ho imparato di recente, ed a mie spese - prosegue Masetti - che per alcuni dirigenti sportivi le strette di mano e gli accordi verbali non valgono niente. Da tre anni allenavo le giovanili della Stella Rossa di Castelfranco, ed a metà agosto dell'anno scorso ho iniziato l'attività con la squadra dei Giovanissimi che partecipava al campionato provinciale. A marzo di quest'anno la società, per problemi economici, ha iniziato a non pagare i rimborsi. Mi sono accordato con il presidente Riccardo Foggi e con il direttore generale Maurizio Chesi che avrei continuato il mio lavoro fino alla fine del campionato e, per quanto riguarda i rimborsi che mi spettavano, ero disponibile a percepirli quando la società avrebbe potuto pagarli, visto il momento di difficoltà. A metà aprile per la gestione della crisi economica ai due dirigenti si unisce il direttore sportivo della prima squadra, Claudio Nacci. I tre mi confermano l'accordo fino alla fine del campionato ormai alle porte, oltre a garantirmi la riscossione dei rimborsi».  L'accordo verbale veniva sancito con una bella stretta di mano. «La mattina successiva vengo informato telefonicamente, da un altro dirigente, che sono stato esonerato dall'incarico. In un successivo incontro il direttore sportivo Nacci, mi comunicava che la società non mi avrebbe corrisposto quanto dovuto. Non mi scomoda rinunciare per qualche mese ai rimborsi che mi spettano, fortunatamente ho un lavoro, ma è solo una questione di principio. Faccio l'allenatore per passione, per insegnare calcio, e per cercare di far crescere i ragazzi con i valori ed i principi di lealtà e serietà con i quali anch'io sono cresciuto e che, grazie anche al calcio, mi sono stati trasmessi. Il comportamento tenuto in questa vicenda da alcuni dirigenti della Stella Rossa di Castelfranco, società stimata ed apprezzata da sempre per la sua serietà, denotano una caduta di stile e di serietà».  La società chiamata in causa da Masetti, ha raccontato una verità diversa. In proposito il direttore generale Maurizio Chesi ha dichiarato: «Masetti non è stato esonerato, se n'è andato di sua spontanea volontà perché aveva contatti con un altra società. per quando concerne i rimborsi credo sia stato tutto a posto, comunque più di me può riferire chi si occupa della parte contabile». Lapidario il direttore sportivo e vicepresidente Claudio Nacci: «Masetti non è stato esonerato, è andato via di sua iniziativa perché aveva un discorso aperto con un'altra società. Per la questione dei rimborsi è tutto a posto, la società ha già provveduto a suo tempo a quanto dovuto. Se Masetti afferma di essere in credito di qualcosa lo dimostri carte alla mano».

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