Sicurezza
Muri con scritte? Ripulitura da pagare
Marco Sabia
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Unaltra scritta in centro Commercianti invitati dal Comune a cancellare le offese allo Stato
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EMPOLI. Il Comune e il commissariato dichiarano guerra alle scritte offensive che popolano i muri del centro. In questi giorni i vigili urbani stanno invitando i proprietari e affittuari dei fondi a ripulire le pareti incriminate. Ma non tutti sono disposti a prendersi l'onere di questi lavori. E chiedono maggiore sorveglianza. "Gabbo vive", "Non esistono poteri buoni" sono solo alcune delle scritte che si ripetono da più parti e che stanno scatenando polemica soprattutto tra i commercianti chiamati a recuperare l'immagine della città. «Sugli edifici privati il Comune non può intervenire - spiegano dal Comune - i muri devono essere puliti dai proprietari a loro spese. Dunque l'amministrazione si è limitata solo a rivolgere un invito e i proprietari o affittuari possono rispondere a loro discrezione. Questo per il decoro urbano e il rispetto verso le istituzioni, questioni che ci sono state sollecitate dal commissariato». E infatti spesso le scritte che compaiono nel giro di Empoli inneggiano alla lotta contro lo Stato, contro suoi rappresentanti e contro le forze dell'ordine. Sollecitati a ripulire i muri di tasca propria, i commercianti non hanno risposto con entusiasmo. Le sfumatore sono state variegate: c'è chi ha considerato l'invito una vera e propria ingiustizia e chi ha risposto in maniera più accomodante. «L'invito a togliere le scritte sui muri dovrebbe essere rivolto ai proprietari - afferma Giovanni Volterrani del Bar Centrale - io che sono affittuario non posso certo provvedere a spese che riguardano proprietà non mie. Già due volte ho pagato di tasca mia circa trecentoventi euro, l'ultima prima della visita di Bersani in aprile. A settembre il muro era stato imbrattato nuovamente. Forse dovremmo chiamare in causa chi dopo le 21 di sera è presente in questa zona. Forse dovremmo aprire un tavolo comune che riguardi il tema della sorveglianza, della sicurezza e del decoro prendendo in considerazione l'idea di potenziare la rete di videocamere». Un' altra vittima delle scritte è Donata Imperiale del negozio Lilliput. «Se fossi la proprietaria sarei disposta a ridipingere il muro a mie spese - spiega la commerciante - cercando però di non spendere troppi soldi perchè siamo comunque in un periodo molto difficile». C'è anche però chi non è d'accordo: è il caso di Romano Bagni dell'omonimo negozio di fiori che esprime il suo disappunto per quella che considera un'ingiustizia. «Dovrebbe pensarci il Comune - sostiene Romano Bagni - dovrebbe fornire un sistema di sicurezza migliore. Che colpa ne ho io se mi imbrattano il muro? Io non vado a imbrattare i muri la notte e non è certo colpa mia se poi trovo il muro in queste condizioni». In sostanza, a sentire i commercianti si capisce quanto sia fondamentale un maggior livello di sicurezza nella zona e una maggiore collaborazione tra tutti i soggetti per garantire ad Empoli decoro e dignità.
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