Finanza
«Rotatoria pericolosa»
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La rotatoria di via Battisti la strada per cui ci sono le proteste Proteste in via Battisti da parte degli abitanti chiesta una illuminazione più adeguata
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FUCECCHIO. Ancora proteste da parte di coloro che ogni sera attraversano la rotatoria sulla Francesca bis all'altezza di via Battisti per la mancanza di un'adeguata illuminazione in questo importante snodo viario sul quale è già stato realizzato, anche se ancora chiuso, il raccordo con il secondo ponte sull'Arno in costruzione a San Pierino. Addirittura, in particolare nella notte, questa rotatoria può diventare ancora più pericolosa. Dal giorno dell'apertura infatti, avvenuta nell'estate dello scorso anno, manca ancora l'illuminazione, ed a niente sono valse le proteste indirizzate anche tramite gli uffici comunali all'Anas che ha la competenza in questo tratto. Alcuni mesi fa per cercare di ridurre il pericolo sono state posizionate sulle frecce di direzione obbligatoria e sui delineatori di curva le luci stroboscopiche che si accendono all'imbrunire e durante il giorno nei momenti di scarsa visibilità. Di recente sono state disegnate anche le strisce di margine carreggiata e le corsie di scorrimento con la vernice fluorescente. Ma a sentire gli abitanti della zona, questi accorgimenti non possono rappresentare di certo da soli le uniche soluzioni. «Queste luci ad intermittenza rischiano solo di danneggiare la vista di chi guida - spiegano gli abitanti - solamente i lampioni possono garantire un'adeguata illuminazione e quindi rendere sicura la circolazione in questo tratto. Intanto non passa giorno, anzi notte, che qualche auto non finisca sopra l'aiuola, come avvenuto qualche sera fa quando un conducente, proveniente da Empoli, si è accorto all'ultimo momento della rotatoria e non ha fatto in tempo a sterzare». L'auto, spiega ancora gli abitanti, ha rotto il cordolo in cemento della rotatoria e divelto proprio il cartello stradale con la freccia direzionale illuminata ad intermittenza. «E' evidente a tutti - concludono - come per un crocevia così importante dal quale si snoda la viabilità per ben sei province, e che si trova nel mezzo tra la strada di grande comunicazione e l'autostrada, nessuno abbia pensato in fase di progettazione o successivamente, nella fase di esecuzione dei lavori, di prevedere la collocazione di qualche lampione».
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