Rischiano di morire davanti alla tv
Francesco Turchi
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Il condominio di via Trento dove abita la famiglia NokaIntossicati dal fumo di un braciere, sono stati salvati dal figlio
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FUCECCHIO. Hanno usato il barbecue per cucinare. Poi l'hanno riportato in casa, credendo di averlo spento. Ma hanno rischiato di morire per le esalazioni di monossido di carbonio. Quando il figlio è rientrato in casa ha trovato i genitori stesi per terra privi di sensi. Ha spalancato le finestre e dato l'allarme, salvando la vita a entrambi. Una disattenzione che ha rischiato di causare una tragedia. È accaduto sabato sera in via Trento a Fucecchio, poco prima della mezzanotte. Il giovane, Klodjan Noka di 18 anni, è rientrato in casa dopo aver trascorso la serata in compagnia di amici. Quando ha varcato la porta dell'appartamento al piano terra del condominio al numero civico 109 si è ritrovato proiettato in un incubo.
Ben presto ha capito che i suoi genitori stavano male: Rizan Noka, 45 anni e sua moglie Hatije, 42 anni, erano entrambi distesi per terra, vicino al divano. Il televisore era ancora acceso. Li ha chiamati più volte, ma non davano segni di vita. Vicino a loro c'era il barbecue che alcune ore prima la famiglia albanese aveva utilizzare per preparare una grigliata. Poi il ragazzo era uscito con gli amici e i due genitori erano rimasti in casa. Probabilmente pensavano di aver completamente spento il braciere e l'hanno portato all'interno dell'appartamento di via Trento. Ma in realtà non era così. Dal braciere si è sprigionato il monossido di carbonio, un gas velenoso e particolarmente insidioso in quanto inodore, incolore e insapore, che proprio per queste caratteristiche tante volte ha causato tragedie. La coppia di coniugi non si è resa conto che l'appartamento si stava completamente riempiendo del gas killer. I due hanno perso i sensi. In pochi minuti il gas li avrebbe uccisi per asfissia.
Il monossido infatti presenta un'affinità per l'emoglobina 200-300 volte maggiore rispetto a quella per l'ossigeno così che i globuli rossi del sangue - che hanno il compito di trasportare e rilasciare ossigeno ai tessuti - vengono pesantemente limitati nella loro funzione. Ma l'intervento provvidenziale del figlio ha scongiurato il peggio. Il ragazzo si è reso conto della gravità della situazione e ha spalancato le finestre, liberando l'appartamento dalla presenza di monossido. Poi ha immediatamente chiesto aiuto al 118 di Empoli. In pochi minuti sul posto sono arrivate le ambulanze della Misericordia di San Miniato Basso e della Pubblica Assistenza di Fucecchio, che hanno trasportato i due intossicati all'ospedale di Careggi. Nel frattempo Rizan e Hatije avevano ripreso conoscenza, facendo tirare un sospiro di sollievo a Klodjan e ai soccorritori. Nel frattempo sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno effettuato un sopralluogo nell'appartamento e hanno parlato col diciottenne per ricostruire quanto era accaduto. I due coniugi sono stati sottoposti alla terapia di ossigenazione nella camera iperbarica. Ma fortunatamente le loro condizioni non destano preoccupazioni e presto potranno entrambi tornare nella loro casa di Fucecchio.
Ben presto ha capito che i suoi genitori stavano male: Rizan Noka, 45 anni e sua moglie Hatije, 42 anni, erano entrambi distesi per terra, vicino al divano. Il televisore era ancora acceso. Li ha chiamati più volte, ma non davano segni di vita. Vicino a loro c'era il barbecue che alcune ore prima la famiglia albanese aveva utilizzare per preparare una grigliata. Poi il ragazzo era uscito con gli amici e i due genitori erano rimasti in casa. Probabilmente pensavano di aver completamente spento il braciere e l'hanno portato all'interno dell'appartamento di via Trento. Ma in realtà non era così. Dal braciere si è sprigionato il monossido di carbonio, un gas velenoso e particolarmente insidioso in quanto inodore, incolore e insapore, che proprio per queste caratteristiche tante volte ha causato tragedie. La coppia di coniugi non si è resa conto che l'appartamento si stava completamente riempiendo del gas killer. I due hanno perso i sensi. In pochi minuti il gas li avrebbe uccisi per asfissia.
Il monossido infatti presenta un'affinità per l'emoglobina 200-300 volte maggiore rispetto a quella per l'ossigeno così che i globuli rossi del sangue - che hanno il compito di trasportare e rilasciare ossigeno ai tessuti - vengono pesantemente limitati nella loro funzione. Ma l'intervento provvidenziale del figlio ha scongiurato il peggio. Il ragazzo si è reso conto della gravità della situazione e ha spalancato le finestre, liberando l'appartamento dalla presenza di monossido. Poi ha immediatamente chiesto aiuto al 118 di Empoli. In pochi minuti sul posto sono arrivate le ambulanze della Misericordia di San Miniato Basso e della Pubblica Assistenza di Fucecchio, che hanno trasportato i due intossicati all'ospedale di Careggi. Nel frattempo Rizan e Hatije avevano ripreso conoscenza, facendo tirare un sospiro di sollievo a Klodjan e ai soccorritori. Nel frattempo sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno effettuato un sopralluogo nell'appartamento e hanno parlato col diciottenne per ricostruire quanto era accaduto. I due coniugi sono stati sottoposti alla terapia di ossigenazione nella camera iperbarica. Ma fortunatamente le loro condizioni non destano preoccupazioni e presto potranno entrambi tornare nella loro casa di Fucecchio.
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