La manifestazione
Operazione della Guardia di Finanza: per chi ha ricevuto contributi o agevolazioni superiori a quattromila euro scatta la denuncia
Quelli che ottengono aiuti e sconti a sbafo
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Un finanziere passa al setaccio le dichiarazioni dei contribuentiScoperti decine di falsi poveri, nel circondario irregolare una dichiarazione Isee ogni sei
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EMPOLI. Agevolazioni fiscali, contributi all'affitto, borse di studio. E poi sconti su mense scolastiche, biglietti per i bus e ticket sanitari. Tanti aiuti sacrosanti per chi si trova in una condizione economica difficile, qualcosa che somiglia a una truffa se invece a usufruirne è chi ha redditi, proprietà immobiliari e una grande faccia tosta. Sono diverse decine (79 per la precisione) i falsi poveri scoperti dalla Guardia di Finanza passando al setaccio le dichiarazioni Isee (l'indicatore che misura il reale tenore di vita e che dà diritto ad accedere a prestazioni sociali agevolate) di oltre duecento famiglie nel circondario e nel resto della provincia. Nell'Empolese Valdelsa una dichiarazione su sei è risultata irregolare, una su due tra Firenze e l'hinterland. Nel dettaglio relativo al circondario, su 90 famiglie controllate i falsi poveri sono risultati 15: 7 a Empoli, 3 a Gambassi Terme, 2 a Castelfiorentino, uno a Vinci, uno Montespertoli e uno a Barberino Val d'Elsa (territorio di competenza della Tenenza della Finanza di Castelfiorentino). I nominativi dei soggetti che hanno percepito illecitamente sconti e contributi sono stati segnalati agli enti pubblici erogatori della prestazione sociale in modo da interrompere immediatamente la concessione degli aiuti. Le varie amministrazioni (Comune, Asl, Università) potranno chiedere la restituzione delle somme percepite senza averne diritto. Se il contributo ricevuto è inferiore a quattromila euro, è prevista anche una sanzione che va cinquemila a venticinquemila euro. Se il contributo supera quota 4mila, invece, scatta la denuncia all'autorità giudiziaria per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. In questo caso si rischia una reclusione fino a tre anni. Le richieste di prestazioni ottenute a sbafo dai falsi poveri sono le più varie e sono erogate da diversi enti: ad esempio dai Comuni le integrazioni al canone di affitto o l'assegno per il nucleo familiare; dalle scuole le borse di studio, le agevolazioni per buoni pasto, trasporto pubblico e acquisto di libri; dall'Università borse di studio e agevolazioni sulle tasse universitarie. Le maggiori anomalie emerse dai controlli consistono nell'omessa indicazione di immobili o di redditi posseduti o conseguiti dai componenti del nucleo familiare nonché di beni mobili (conti correnti bancari, titoli, polizze vita). I patrimoni nascosti sono vari: si va da situazioni che interessano centinaia di migliaia di euro ad altre in realtà di poche centinaia di euro. In tutti i casi l'obiettivo è quello di rientrare nelle fasce di reddito per usufruire delle più diverse tipologie di prestazioni sociali agevolate. Spesso la falsa indicazione di una piccola parte di redditi è già sufficiente a rientrare negli aventi diritto all'agevolazione. In altri casi sono omessi i dati relativi al proprio patrimonio nella speranza che chi di dovere non vada a controllare.
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