Il Tirreno

Empoli

Io, stilista di successo vi racconto come ho fatto a sconfiggere il cancro

Veronica Potenza
Un ritratto fotografico di Antonella Rossi
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Un ritratto fotografico di Antonella Rossi

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EMPOLI. Non abbandonare mai del tutto il suo lavoro e attaccare il cancro, non solo attraverso la chemio e la chirurgia, ma anche per mezzo di una dieta ad hoc. Questa la ricetta adottata da Antonella Rossi, nota stilista empolese di abiti da sposa, per sconfiggere il grave tumore al seno che l'ha colpita due anni fa. Il suo sorriso, immortalato dal fotografo Claudio Porcarelli, è in mostra al Chiostro del Bramante, a Roma, in mezzo a quello di altre 14 donne di successo in ambiti diversi ma accomunate proprio dal fatto di aver sconfitto un tumore: le stesse donne che, come lei, sono state intervistate da giornaliste esperte dei rispettivi ambiti professionali per il volume "C'era una volta il cancro". A tracciare il ritratto di Antonella ci ha pensato Giuliana Parabiago, la direttrice di Vogue sposa, che ha descritto il suo volto come «dolce, aperto, sereno». Ma come è iniziata la lotta contro quel male che l'ha portata tra le pagine del libro curato dal professor Giovanni Scambia del policlinico Gemelli? Paradossalmente la scoperta di qualcosa che non andava al seno, l'inizio di quel calvario, risale a quella che doveva essere una giornata di totale relax. «Ero andata a fare un breve soggiorno in una beauty farm - racconta - infilandomi l'accappatoio dopo un massaggio ho notato un'anomalia al seno destro e mi sono subito allarmata, sapevo di essere a rischio».  La mente di Antonella, oggi 56enne, corse subito al ricordo della madre, sottrattale quando aveva solo 21 anni, proprio dallo stesso tipo di tumore. Gli esami confermarono subito che si trattava di un cancro molto aggressivo, che avanzava velocemente, per questo gli ultimi controlli a cui si era sottoposta solo pochi mesi prima non avevano evidenziato alcun problema. «Mi sono sottoposta a 8 cicli di chemioterapia, all'asportazione del seno e a 40 radioterapie. Il tumore proseguiva velocissimo ed era arrivato a superare i 7 centimetri. Adesso sto bene, a breve mi sottoporrò al quarto intervento di ricostruzione e forse per l'estate riavrò finalmente il mio seno».  Per Antonella il segreto per superare momenti tanto drammatici sta nell'affrontare il problema a 360 gradi. «Il messaggio che posso dare è che non bisogna mai disperare, bisogna credere nelle proprie energie. La parola cancro - aggiunge - fa paura perché tende ad essere associata alla fine dei nostri giorni ma non si deve mai gettare la spugna. Io ad esempio non ho mai lasciato del tutto il mio lavoro perché è la mia grande passione: sapevo che dal 17º al 21º giorno sarei stata meglio, indossavo la mia parrucca e concentravo tutti gli appuntamenti in quei giorni».  Un aspetto che, secondo la donna, è stato fondamentale per favorire la sua guarigione è stato quello del regime alimentare. «Sono stata seguita dall'ospedale Fatebenefratelli ma fin dall'inizio della chemio ho affiancato una dieta particolare, elaborata da una nutrizionista del Gemelli, Cristina Mele, che ha permesso di sottrarre energie al tumore».  Zuccheri, carni rosse, pane bianco: questi gli alimenti cui Antonella ha rinunciato, sostituendoli con degli integratori alimentari. «Credo che l'alimentazione sia un fattore sottovalutato - ha detto la stilista - credo sia stato grazie a questa attenzione che ho sempre avuto Ie energie necessarie per affrontare le chemioterapie e quello che mi stava succedendo. La mia pelle ad esempio non ha mai assunto quel colore tendente al giallo che vedevo sui volti di quelli che incontravo all'ospedale».  La stilista vive a Roma ormai da dieci anni, ha affidato l'atelier empolese nelle mani della figlia Erika e si è dedicata al debutto sulla scena capitolina, culminato la settimana scorsa in un premio alla carriera conferitole dal Comune di Roma. La sua dedizione però non le impedisce di tornare spesso nella sua città natale, soprattutto per stare vicina alle sue ragazze e ai 2 nipotini.  Anche le altre due figlie hanno scelto carriere affini alla sua: Giulia frequenta il Polimoda di Firenze e già ora collabora all'attività di famiglia. Anna ha un negozio di accessori e oggetti che si rivolgono anch'essi prevalentemente a un pubblico femminile. «Qui a Roma sono stata accolta molto bene - ha detto Antonella - naturalmente all'inizio c'è stato un periodo di assestamento ma ora l'atelier va molto bene. Le clienti apprezzano molto il fatto che cerchiamo di personalizzare al massimo i modelli per soddisfare qualunque tipo di esigenza e per esaltare al massimo il corpo femminile». I tempi in cui, a 21 anni, la stilista dovette lasciare gli studi universitari per aiutare suo padre sono lontani e di strada ne è stata fatta. «Da lui - ha raccontato - ho ereditato l'amore e la conoscenza dei tessuti ma quella che mi ha insegnato tutto del mondo della sartoria è stata mia madre».

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di Redazione web