Il Tirreno

Empoli

Straniero rischia di essere espulso perché invalido

Ma il tribunale accoglie il ricorso e dà il via libera al permesso di soggiorno

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 EMPOLI. Gli avevano negato il rinnovo del permesso di soggiorno perché, a causa di un ictus, non era più in condizione di lavorare. Lui, Magdaleno Rabenam filippino di 71 anni residente a Empoli, ha fatto ricorso contro il provvedimento del prefetto che gli consentiva di restare in Italia soltanto per il tempo strettamente necessario a curarsi e adesso, dopo una battaglia legale durata quasi due anni, il tribunale di Firenze gli ha dato ragione: gli ha infatti consesso di delegare un fiduciario per andare a Manila a compiere, in sua vece, tutte le necessarie procedure burocratiche.  A dare notizia del lieto fine del caso è stato ieri pomeriggio a Firenze Vladimiro Barberio, presidente dell'associazione Italo-Filippina "Giustizia e diritto", insieme al consigliere regionale di Federazione della Sinistra-Verdi Mauro Romanelli. E' stato proprio Barberio ad andare a Manila a ritirare i documenti necessari ad ottenere il rinnovo del permesso per Rabena.  «Fortunatamente si è posto rimedio ad un paradosso - ha spiegato - Rabena è in Italia da quindici anni, come lavoratore regolare, e rischiava di essere espulso o di restarvi da irregolare, senza diritti, e ciò per motivi assurdi e cavilli burocratici. Il Tribunale di Firenze ha riportato il buonsenso in questa vicenda».  Secondo la questura di Firenze Rabenam non aveva i presupposti per ottenere il permesso di soggiorno, tuttavia, proprio per il suo stato di salute, poteva comunque restare in Italia per tutto il tempo necessario a sottoporsi alle cure anche a prescindere dalla titolarità del permesso di soggiorno stesso.  L'uomo, secondo la polizia, non poteva godere di una pensione di invalidità dello stato italiano come veniva richiesto dall'associazione italo filippina Giustizia e diritto perché «l'erogazione di trattamenti previdenziali - così si leggeva in un comunicato della questura - come ribadito dall'Avvocatura dello Stato richiede pur sempre la presenza regolare sul territorio nazionale».  Per ritirare il diniego al permesso di soggiorno, il filippino si era presentato in questura accompagnato da un'ambulanza, un modo questo per evidenziare la sua situazione visto che l'invito a ritirare il documento era stato inviato anche al suo avvocato.

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