La manifestazione
Verso il cambiamento di gestione. Prima di pagare gli utenti riceveranno una comunicazione
Bonifica, ecco i nuovi tributi
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La sede attuale del Consorzio in via Mazzini In arrivo 18mila avvisi del Consorzio Toscana centrale
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EMPOLI. Cambia la gestione della bonifica e arriva una "nuova bolletta". E' quella del Consorzio della Toscana centrale che ha preso il posto degli ex Consorzi idraulici. Nelle prossime settimane arriverà una comunicazione a circa 18mila famiglie in cui si spiega il passaggio e si preannuncia l'invio dell'avviso di pagamento per il 2010 e per il 2011. Con la precedente gestione il tributo si pagava ogni due anni. L'ultima volta che gli empolesi hanno versato i soldi è stato nel 2008. Nel frattempo la Regione ha abolito gli ex Consorzi idraulici e ha passato le loro competenze al Consorzio della Toscana centrale che ha in tutto 115mila consorziati tra la provincia di Siena e quella di Firenze. Il Consorzio ha scelto di non inviare subito l'avviso di pagamento per quest'anno ma ha preferito una strada più soft con il recapito di una comunicazione in cui si spiegano l'attività del Consorzio, le informazioni relative al pagamento del tributo, le indicazioni per la deducibilità della quota dalla dichiarazione dei redditi, le istruzioni da seguire in caso di errori sul tributo e tutti i riferimenti, gli orari e i contatti del Consorzio. In questa fase dunque verrà verificato il dato catastale e la richiesta di pagamento del tributo di bonifica 2010 sarà accorpata all'avviso di pagamento 2011, per diventare poi stabilmente a cadenza annuale. In sostanza il versamento dovrà essere fatto solo ad anno nuovo. Tutto questo in base alla legge Regionale numero 47/2010 con la quale stato prorogato l'incarico del commissario straordinario del Consorzio in questione, Mauro Cresti, in attesa di un altro passaggio, la riforma regionale in materia di difesa del suolo che coinvolgerà, entro il prossimo anno, tutti i consorzi di bonifica toscani. A pagare saranno tutti i titolari di diritti reali su immobili o terreni per una quota che viene calcolata in base alla rendita catastale dei fabbricati, o del reddito dominicale in caso di terreni, e al grado di beneficio che i loro immobili ricevono dall'attività del Consorzio, individuato nel piano di classifica del territorio. In esso si tiene conto di un concetto di beneficio non strettamente collegato alla possibilità di essere interessati da allagamenti o esondazioni dei corsi d'acqua naturali ma alla tutela dell'assetto idrogeologico ed ambientale dell'intero bacino idrografico. «Occorre, quindi, sgomberare subito il campo da un equivoco ricorrente - spiega il Consorzio - ogni immobile, sia che si trovi in aree urbanizzate o in campo aperto, nel fondovalle o in zona collinare, genera comunque un deflusso idrico - ad esempio quando piove - che necessita di una rete idrogeologica appropriata che deve essere controllata, mantenuta e adeguata secondo le competenze affidate al Consorzio di bonifica».
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