Il Tirreno

Empoli

Energia pulita dai rifiuti industriali

Lucia Aterini
Sopra l’inventore Enzo Morandi, a destra il governatore Enrico Rossi alla presentazione della macchina nella sede della Nse industry al Centro Coop di Santa Maria insieme all’ex consigliere regionale Agostino Fragai che cura le relazioni esterne dell’azienda e al sindaco Cappelli
◗
Sopra l’inventore Enzo Morandi, a destra il governatore Enrico Rossi alla presentazione della macchina nella sede della Nse industry al Centro Coop di Santa Maria insieme all’ex consigliere regionale Agostino Fragai che cura le relazioni esterne dell’azienda e al sindaco Cappelli

Il progetto di un'azienda empolese: con il nostro impianto diossina zero

4 MINUTI DI LETTURA





 EMPOLI. Una grossa caldaia ed Enzo, maestro d'arte e appassionato di combustione. Da qui è nato un connubio geniale che ha portato un'imprenditrice e altri investitori a scommettere svariati milioni di euro su quest'idea. Si tratta di un sistema di smaltimento rifiuti portatile (che può essere installato accanto all'azienda che li produce) e che soprattutto trasforma lo sporco prodotto dalle più svariate lavorazioni in energia elettrica e termica.  Un progetto originale, nato quasi in maniera fiabesca in un'officina di Siena, che ora parte anche con la "benedizione" del governatore della Toscana Enrico Rossi (ieri pomeriggio ha partecipato alla presentazione della macchina a industrie e istituzioni).  Chi ha creduto per prima al progetto dell'inventore, Enzo è il suo nome e Morandi il cognome, è stata l'imprenditrice di Limite Nicla Pucci che, partendo da questa idea, ha messo in piedi due anni fa un'azienda, la Nse industry, società per azioni. Per sede della nuova realtà produttiva Pucci ha scelto Empoli, e in particolare un piano della torre nel centro commerciale di Santa Maria.  Oltre a lei, ora amministratore delegato della Nse industry, nel progetto hanno messo soldi la 360º Capital partners, un fondo europeo che investe in progetti innovativi principalmente in Italia e in Francia, e la Sici, società che ha partecipato con un fondo sottoscritto da varie fondazioni delle banche toscane.  La Nse industry ha brevettato la macchina costruita da Enzo Morandi a cui ha dato il contributo per la ricerca anche il professor Leonardo Tognotti della facoltà di ingegneria di Pisa. «Noi vogliamo fare impresa - spiega l'amministratore Pucci - con responsabilità sociale, con coerenza rispetto all'ambiente e allo sviluppo del territorio. E per questo abbiamo bisogno della vicinanza delle istituzioni e delle comunità».  L'impianto può produrre fino a 6.000.000 kwh di energia elettrica all'anno ed energia termica. E può bruciare fino a 10mila tonnellate all'anno di rifiuti. «Per fare un'esempio - spiegano alla Nse industry - per un'azienda che consuma metano per il proprio ciclo produttivo, il risparmio dello stesso è equivalente per quantità al consumo di 1.500 abitazioni, vale a dire un comune un po' più grande di Montaione».  La combustione avviene a temperatura elevata, 1.600 gradi «in assenza di emissioni di diossina - spiega il responsabile dell'area tecnica di Nse industry Jacopo Sodini - in più la mobilità e il fatto che venga posizionato accanto all'azienda che produce rifiuti permette di evitare il trasporto verso centri di stoccaggio con il risultato di una minore produzione di anidride carbonica e minor costi energetici e ambientali».  «Il residuo della combustione - spiega ancora Sodini - è rappresentato da ceneri vetrificate, vale a dire inerti che possono essere utilizzati come sottofondi stradali». L'impatto visivo, continua Sodini, «è ridotto perché l'impianto è un container per un massimo di 800 metri quadrati di ingombro. E i tempi di installazione si aggirano sui due mesi contro i 18 degli impianti tradizionali».  L'interrogativo che sorge spontaneo è quello relativo alle emissioni dell'impianto. Nicla Pucci è convinta che «non ci sia impatto ambientale». «Grazie alle alte temperature che arrivano a 1.600 gradi - rafforza il concetto Sodini - riusciamo a decomporre le molecole organiche e a vetrificare i residui, le ceneri in sostanza, eliminando così le problematiche relative all'inquinamento. Non viene così prodotto alcun composto gassoso come diossine o ceneri».  «Sono stati messi insieme processi già conosciuti - spiega ancora Sodini - ma in maniera innovativa».  L'impianto è in grado di produrre energia da tutti i tipi di rifiuti basta che siano solidi: pneumatici, pvc, rifiuti ospedalieri, i residui della carta e fanghi essiccati.  Il costo di una macchina, in media, si aggira sui cinque milioni. Nse industry non ha un'officina propria per cui si avvale di aziende del territorio e del Nord (le turbine sono tedesche).  Al momento ha dieci dipendenti. «Ma sono in corso già le selezioni per assumere nel 2011 altre 15 persone - spiega ancora l'amministratore delegato - tra ingegneri meccanici e chimici, periti ed esperti di marketing commerciale, figure per le normative ambientali perchè ogni territorio ha leggi differenti».  Il primo impianto potrebbe essere collocato a Castelfranco, in provincia di Pisa, perché l'azienda Waste recycling ha firmato un accordo con Nse industry. Potrebbe perché ora si apre la fase dei permessi per l'installazione e del confronto con la popolazione che verrà gestito da una società di Torino, "Avventura urbana".  Incontri e poi anche formazione di una giuria di residenti del comune di Castelfranco estratti a sorte che dovranno monitorare il progetto e capire se effettivamente ci sono rischi per la salute della popolazione. Il processo di partecipazione è iniziato questo mese. E se tutto va bene terminerà a marzo. L'impianto potrebbe entrare in funzione prima dell'estate.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web