La manifestazione
Il giudice: Voli deve essere processato
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La polizia sul luogo dove venne ritrovato il corpo senza vita di Mara Furlan (nella foto piccola) Dovrà difendersi dalle accuse di omicidio e occultamento di cadavere
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SPICCHIO. A processo. Questa la prima sentenza del giudice nei confronti di Ubaldo Voli, il pensionato accusato di avere ucciso l'ex compagna Mara Furlan, 55 anni, all'interno della villetta di via Petrarca, a Spicchio, dove viveva. Il gup David Monti, ieri mattina, ha accolto la richiesta del pm della procura di Firenze, Giuseppe Bianco, e ha disposto il rinvio a giudizio. Il 22 febbraio Ubaldo Voli comparirà davanti alla corte d'assise del tribunale di Firenze con reati pesantissimi da cui difendersi: omicidio volontario e occultamento di cadavere. E come prevede la legge 38 del 23 febbraio 1998, il pm ha chiesto che a Voli, in quanto imputato di omicidio volontario, venga ripristinata una forma di custodia cautelare, al momento revocata per motivi di salute: Voli, oggi 73enne, sta lottando contro una brutta malattia. Su questo il giudice si è riservato di rispondere. Anche Voli non ha voluto dire nulla. «In questo momento il mio assistito sta pensando soprattutto a curarsi», dice il suo legale, l'avvocato Saverio Giangrandi. Il difensore si dice anche convinto di poter smontare in dibattimento ogni accusa verso il pensionato. Voli, secondo la ricostruzione della procura fiorentina, avrebbe ucciso l'ex compagna in seguito ad uno dei loro litigi, sempre più frequenti da quando vivevano da separati in casa. La donna, con la quale Voli aveva avuto una relazione sentimentale, gli aveva dato una sorta di ultimatum: voleva che se ne andasse da quella casa e magari che ripianasse pure i debiti che aveva contratto nei suoi confronti. Ma Voli, imprenditore decaduto, non avrebbe avuto né possibilità di onorare quei prestiti e nemmeno di trovarsi un'altra sistemazione. La mattina del 24 novembre 2007, mentre Maria Silvana - nome di battesimo di Mara - in vestaglia, stava rassettando la casa, sarebbe scoppiato l'ultimo alterco. Voli avrebbe colpito l'odontoiatra alla testa e l'avrebbe caricata nel bagagliaio della Mercedes classe E della vittima. Direzione: i boschi del Montalbano. Nei pressi di Castra, l'imputato si sarebbe addentrato con l'auto in un sentiero, avrebbe scaricato il corpo trascinandolo (i talloni erano sporchi e segnati, puliti invece i piedi) e lo avrebbe gettato in dirupo. Maria Silvana potrebbe essere morta lì, visto che fu trovata da un fungaiolo l'8 dicembre rannicchiata come se si fosse protetta dal freddo. Ma è proprio sulla data della morte che la difesa punterà: secondo le perizie di parte, infatti, il decesso non sarebbe datato 24 novembre - l'ultimo giorno in cui la bionda Maria Silvana fu vista sulla soglia di casa dai vicini - ma più recente, considerando anche le condizioni, tutto sommato buone, del cadavere. Inoltre non è mai stata trovata l'arma del delitto. Gli inquirenti ipotizzarono qualcosa di acuminato, con due punte: una parte di un elettrodomestico, ad esempio, o la pinza del caminetto. La scomparsa di Maria Silvana fu denunciata il 27 novembre, e di questo caso se ne occupò anche "Chi l'ha visto?". Il figlio (anch'esso indagato) ipotizzò che nel weekend la madre fosse andata a Gorizia, dove aveva legami. La sua auto fu ritrovata presso la stazione di Empoli. Ma, secondo gli inquirenti, ce l'aveva messa l'assassino. V.B.
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