Il Tirreno

Empoli

Poche barriere e precarie: il cantiere del nuovo ponte di notte diventa un pericolo

La stradina che porta al raccordo tra la provinciale e il nuovo ponte, sopra l’imbocco del ponte stesso
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La stradina che porta al raccordo tra la provinciale e il nuovo ponte, sopra l’imbocco del ponte stesso

Gli abitanti della zona di Ponzano protestano: troppe auto e biciclette attorno a quella zona

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 FUCECCHIO. Barriere assenti per impedire di raggiungerlo, barriere assolutamente inadeguate per fermare chi volesse imboccarlo. Così il nuovo ponte sull'Arno, soprattutto di notte, può diventare una trappola mortale. A segnalare il pericolo sono un gruppo di abitanti della zona di Ponzano, la sponda fucecchiese del ponte che dovrebbe essere ultimato entro la prossima primavera. Sembra infatti che, in particolare nelle ore buie, ci sia chi si diverte a percorrerne il raccordo con la rotatoria sulla via d'Empoli.  A sentire gli abitanti della zona di Ponzano, questo andirivieni si ripete sempre più spesso in particolare nei fine settimana. Forse si tratta di giovani coppie in cerca di intimità oppure di qualche appassionato di fuoristrada. Resta il fatto che in fondo a questa strada di campagna, dicono i residenti, si può salire con l'auto sul raccordo che collega il ponte in costruzione alla Francesca bis e si può percorrerlo fino a via Battisti perché alle rampe di ingresso non c'è più alcuna barriera ad impedire il passaggio dei veicoli. Quindi un automobile può tranquillamente salire sul raccordo stesso e percorrerlo fino alla rotatoria di via Battisti. Una scorciatoia che molti, a sentire sempre gli abitanti di via Ponzano, percorrono anche in bicicletta o in motorino.  Negli ultimi tempi però sempre di più lo attraversano con l'automobile e questo rende ancora più preoccupante la situazione, perché, come sottolineano ancora i residenti del paese, c'è il reale pericolo, in particolare nelle ore notturne, che qualcuno possa confondersi e dirigersi dalla parte del ponte anziché da quella di via Battisti con il rischio così di precipitare nel vuoto.  Anche perchéo prima di arrivare dove dovrebbe essere posizionata l'arcata del ponte non c'è uno sbarramento stabile ad impedire il transito verso il vuoto.  Abbiamo verificato ed in effetti le preoccupazioni dei residenti sono più che giustificate perché sulle rampe effettivamente non c'è alcun tipo di barriera che impedisce di imboccare il raccordo. Inoltre una cinquantina di metri prima, dove manca l'arcata che dovrebbe collegare le due sponde dell'Arno, ci sono barriere assolutamente precarie e chiunque in auto può superarle facilmente con il rischio di finire in fondo al fiume.

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di Redazione web