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Empoli

Per Voli è il giorno della verità

La pagina Facebook aperta da Voli in attesa dell’udienza di stamani
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La pagina Facebook aperta da Voli in attesa dell’udienza di stamani

Il gup decide stamani se rinviarlo a giudizio

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 EMPOLI. E' l'ora della verità per Ubaldo Voli, il pensionato di Spicchio accusato di avere ucciso la sua ex compagna, Maria Silvana Furlan, e di averne gettato il corpo nei boschi nei pressi di Castra. Stamani l'imputato - attualmente "libero", dopo la cessazione delle misure cautelari nei suoi confronti a causa delle sue condizioni di salute - dovrà comparire davanti al gup del tribunale di Firenze. Siamo ad un bivio: processarlo non processarlo per l'uccisione della bella dentista? Per il sostituto procuratore della Repubblica titolare dell'indagine, Giuseppe Bianco, non ci sono dubbi: è stato lui a ucciderla, tanto che, davanti al giudice, formulerà una richiesta ben precisa: quella del rinvio a giudizio.  Punta al non luogo a procedere, invece, la difesa di Voli. Per l'avvocato Saverio Giangrandi, difensore dell'ex imprenditore, ci sono una serie di perizie che proverebbero l'innocenza dell'imputato. Una in particolare, realizzata peraltro da un incaricato dell'accusa, farebbe risalire la morte della Furlan a pochi giorni prima del ritrovamento. «A meno che il corpo non sia stato conservato nel congelatore a meno trenta gradi», chiosa la difesa. Ma proprio sulla temperatura esterna potrebbe giocarsi lo scontro fra accusa e difesa.  Nel dicembre del 2008, faceva molto freddo alle pendici del Montalbano, dove la bella signora bionda, vedova di un noto professionista empolese, fu trovata ormai priva di vita da un cercatore di funghi. La Furlan era in vestaglia, i piedi erano puliti e sotto i talloni i segni del trascinamento: segno, secondo l'accusa, che è stata uccisa da un'altra parte e poi gettata, anzi nascosta, nella boscaglia di Castra. La Furlan è stata trovata rannicchiata su se stessa, come se si fosse protetta dal freddo. Forse quando è stata abbandonata lì, non era morta.  Secondo le indagini della sezione omicidi della squadra mobile di Firenze, il delitto avvenne il 24 novembre di due anni fa nella villetta di via Petrarca, presumibilmente al termine di una lite tra i due. La Furlan ospitava Voli in casa, anche se ormai pare che fra loro non ci fosse più niente. Rapporto quindi poco definito e comunque difficile. Da degenerare nella violenza.  L'arma del delitto non è mai stata ritrovata, ma secondo gli inquirenti potrebbe essere un pezzo della lavatrice. Poi, sempre secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, Voli avrebbe caricato il corpo senza vita di Maria Silvana nella sua Mercedes Classe E (tracce di sangue della donna sono state trovate sulla tappezzeria) e lo avrebbe abbandonato nei boschi di Castra, dove fu ritrovato, casualmente, molti giorni dopo.  Un'indagine complessa, che non ha risparmiato nemmeno i colpi di scena. Come quello dell'iscrizione sul registro degli indagati del figlio di Maria Silvana Furlan, Francesco Giusti. Forse solo un escamotage degli inquirenti per inchiodare uno dei due possibili colpevoli. V.B.

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