Il Tirreno

Empoli

Gli esercizi pubblici empolesi in controtendenza rispetto a quanto accade a Firenze e Pontedera

Caffè sempre più caro ma non al bar

Marco Fani
Sotto chicchi di caffè e a destra due tazzine pronte per l’espresso
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Sotto chicchi di caffè e a destra due tazzine pronte per l’espresso

La tazzina resta a 90 centesimi almeno fino alla prossima estate

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 EMPOLI. L'aumento del caffè "grezzo" spinge i bar a ritoccare il prezzo di listino. Ma se a Firenze gli aumenti sono già entrati in vigore e Pontedera si prepara a fare altrettanto, Empoli va in controtendenza. «Per il momento - spiegano in coro i baristi - il prezzo dei 90 centesimi non cambia».  Anche se il prezzo è e rimane libero (ogni singolo bar lo può modificare quando e quanto vuole purché renda ben visibile alla clientela il listino prezzi), la tazzina a novanta centesimi, diventata un'abitudine per centinaia di clienti del centro storico empolese, non si tocca. Almeno fino alla prossima estate, «quando - spiegano i gestori dei bar cittadini - diventerà quasi inevitabile fare un piccolo ritocco dei listini, magari differenziando un caffè servito in tazzina rispetto a chi decide per un macchiatone in tazza grande che assomiglia ad un cappuccino».  Non manca tuttavia qualche eccezione, come per esempio il bar Break'n roll di via Giuseppe Del Papa, dove si spendono 80 centesimi per il caffè in tazzina, oppure al bar Caffè Piazzetta di piazza Madonna della Quiete, dove si pratica uno sconto di 30 centesimi sull'acquisto di un pacchetto colazione.  Negli ultimi mesi il prezzo del caffè grezzo ha registrato una piccola impennata stimabile nel 10%. E tra i costi complessivi è lievitato l'imballaggio (bicchiere di plastica, bustina dello zucchero e palettina di plastica) utilizzato per il caffè da asporto.  Una situazione critica che non sembra spaventare più di tanto i gestori dei bar empolesi, anche se il problema maggiore sembrano essere i costi di gestione per tenere in piedi gli esercizi. «Il caffè è lo specchio di un'attività come il bar - spiegano dal Caffé Centrale di via Ridolfi - ed è uno dei prodotti che ha avuto l'incremento minore da quando è stato introdotto l'euro. Se pensiamo a quanto è cresciuto il prezzo di altri prodotti, come per esempio le sigarette, il caffè è rimasto sugli standard di quando c'era il vecchio conio. Incrementi? Per il momento no, ma dall'estate prossima sarà necessario affrontare l'argomento con la categoria».  Ad incidere, come detto, sono soprattutto le spese di gestione, che il caffè non riesce più a tamponare. «Il caffè è una risorsa fondamentale per le nostre attività - continuano dal Caffé Centrale - serve per riuscire a coprire buona parte delle spese correnti. Mi riferisco al costo degli affitti, alla luce, l'acqua o anche alla spazzatura. Si tratta di voci che sono cresciute costantemente negli ultimi anni e che purtroppo hanno bisogno di maggiori entrate per poter essere coperte. Aumentare il prezzo della tazzina, quindi, diventa quasi una necessità, anche se questo non è comunque il momento più opportuno per effettuare dei rincari».  Anche alla storica pasticceria Gaggioli e Vezzosi di via del Giglio si è scelta la linea di mantenere invariato il prezzo della tazzina. «In un momento così complicato per le famiglie - spiegano i gestori - sarebbe inopportuno alzare il costo del caffè, che rappresenta lo specchio di un'attività come una pasticceria o un bar. È inevitabile che prima o poi ci saranno degli aumenti anche in questo senso ma non nell'immediato. Da parte nostra non ne vediamo la necessità, anche se in altre città vicine si sono avuti già dei rincari».  A incidere sui costi sono anche gli aumenti di altri prodotti tra cui il latte. «Non credo che ci saranno ritocchi del listino fino alla prossima estate - spiegano dal bar Leontina - anche se in futuro potrebbe diventare quasi una necessità dover innalzare il prezzo del caffè in tazzina. Se consideriamo che il costo del latte è praticamente triplicato nel corso del 2009, non è semplice mantenere costante il prezzo di un caffè macchiato o di un cappuccino. Da parte nostra, tuttavia, non vogliamo gravare ulteriormente sui clienti, anche se non possiamo negare che i prezzi delle materie prime o di altri prodotti che acquistiamo e rivendiamo al bar abbiano subito dei rincari notevoli negli ultimi mesi».

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