Il Tirreno

Empoli

Il circondario è in buona salute ci si ammala meno e si vive più che nel resto della Toscana

Nel circondario la vita media degli uomini è 79,8 anni, quella delle donne è di 84,9
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Nel circondario la vita media degli uomini è 79,8 anni, quella delle donne è di 84,9

L'indagine del Sant'Anna di Pisa evidenzia solo due dati negativi: basso tasso di natalità e troppi ricoveri per scompenso cardiaco

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EMPOLI. L'Empolese Valdelsa è terra di benessere. Non è uno slogan per una campagna pubblicitaria ma è il dato che emerge dalla valutazione effettuata dal laboratorio management e società della scuola Sant'Anna sulla Società della salute della nostra zona. Che risulta essere quella con i maggiori punti di forza e le minori criticità rispetto alle altre 32 della Toscana. Gli unici nei riguardano il tasso di natalità, sotto la media regionale, e il numero di ricoveri per scompenso cardiaco. Il laboratorio della scuola Sant'Anna, che da cinque anni redige dei report sulle Asl toscane, per la prima volta ha valutato 32 società della salute regionali. A questo scopo sono stati presi 28 indicatori che certificano lo stato di salute della popolazione e il livello delle prestazioni sanitarie erogate.  Quello che viene fuori rispetto al 2009 è un quadro decisamente positivo per la società della salute locale. «Basta fare un rapido confronto con tutte le altre per vedere che siamo quella che ha fatto registrare risultati migliori - spiega Nedo Pennuti, che della struttura locale è il direttore tecnico - siamo soddisfatti di quanto fatto, ma bisogna continuare a lavorare con costanza ed attenzione».  In base alla suddivisione fatta dai ricercatori del Mes, 9 indicatori si pongono nella fascia verde scuro, cioè quella che indica i punti di forza. Nell'Empolese Valdelsa, ad esempio ci si ammala meno che altrove di tumore: 156 casi ogni 100mila abitanti, a fronte di una media regionale di 165 casi. Inoltre siamo agli ultimi posti per gli anni di vita potenzialmente persi. Peraltro, il nostro è un territorio dove l'aspettativa di vita è tra le più alte: 79,8 anni per gli uomini e 84,9 anni per le donne, mentre la media regionale è di 79,2 e 84,6. Ma non mancano riconoscimenti per il sistema sanitario locale: valutate ottimamente l'appropriatezza e l'efficienza prescrittiva farmaceutica, la capacità di governo della domanda e la copertura vaccinale.  Nella fascia verde chiara, che individua le performance buone, si collocano, invece, 14 indicatori. Tra i più rilevanti c'è la bassa mortalità per malattie circolatorie e per suicidi, il basso tasso di ricovero per diabete, la buona situazione nutrizionale, l'integrazione tra ospedale e territorio, l'attività diagnostica e ambulatoriale e anche la buona propensione all'attività fisica, che ha avuto nel nostro territorio una spinta notevole con i corsi Afa che contano circa 5mila utenti.  «L'ottimo risultati ottenuto - commenta Andrea Campionati, presidente della Società della salute locale - è frutto del buon livello del sistema socio-sanitario, ma anche dello stile di vita sano della popolazione. Per ottenere questi valori è importante il lavoro di informazione e prevenzione che stiamo svolgendo».  Nella fascia arancio, che indica le performance scarse, si colloca solo il tasso di natalità (rapporto tra nuovi nati e popolazione che nella nostra area è 7,68 a fronte di una media regionale di 8,71) e il tasso di ricovero per scompensi cardiaci.

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di Redazione web