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Arabo a scuola, scivolone Pdl

L’assessore Diletta Rigoli
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L’assessore Diletta Rigoli

L'assessore all'immigrazione Rigoli replica alle polemiche: il corso contestato è finanziato dal consolato del Marocco

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 CASTELFIORENTINO. «Il Pdl è scivolato su una buccia di banana. Peggio, sta alzando un po' di polverone a casaccio per nascondere i danni - sempre più seri - che il suo governo sta procurando alla scuola pubblica». Secca la replica dell'assessore all'immigrazione Maria Diletta Rigoli alla polemica sollevata dal Pdl in merito a un corso di arabo che viene tenuto in locali della scuola primaria di Castelfiorentino.  «Il corso di arabo di cui parla il Pdl - precisa - non rientra nell'attività didattica della scuola ed è finanziato dal Consolato del Marocco in base ad accordi con l'Italia. I consiglieri del Pdl dovrebbero farsi illuminare dal ministro degli esteri Frattini. Anzi, per agevolarli, voglio suggerire loro di verificare cosa dice il Ministero degli Esteri nel suo sito».  «Da parte marocchina - si legge nel sito - vi è un forte interesse a individuare con le autorità italiane iniziative che possano consentire di mantenere vivo nella comunità residente in Italia il legame con la madrepatria, specie tra le giovani generazioni. A tal fine, è stato avviato un programma che prevede la realizzazione, presso istituti scolastici italiani, di corsi di lingua araba e di cultura marocchina da parte di insegnanti provenienti dal Marocco e selezionati dalle Autorità di Rabat».  «Con questo - riprende Rigoli - non intendiamo stigmatizzare il corso di arabo aperto a tutti che viene fatto in alcuni locali della scuola elementare, ed è inutile che il Pdl cerchi di mischiare le carte dicendo cose ovvie, ovvero che i bambini arabi dovrebbero imparare l'italiano. La lingua italiana questi bambini la imparano già, ma a scuola, insieme agli altri bambini italiani, dopo essere stati introdotti fin dal loro arrivo in Italia da mediatori culturali che ne facilitano l'inserimento nelle classi. I ghetti non appartengono alla nostra cultura, ma semmai a quella della Lega, partner del Pdl, dove a scuola vorrebbe che si parlasse sempre più il dialetto e sempre meno l'italiano».

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