Il Tirreno

Empoli

«La scuola siamo noi» migliaia di studenti sfilano contro la Gelmini

Marco Pagli
Sopra le immagini del corteo terminato in piazza Della Vittoria
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Sopra le immagini del corteo terminato in piazza Della Vittoria

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 EMPOLI. Erano tanti, veramente tanti gli studenti che ieri mattina hanno sfilato per le vie del centro contro la riforma Gelmini. Nei giorni scorsi i rappresentanti erano stati cauti, pur non nascondendo l'entusiasmo cresciuto intorno alla mobilitazione. Ma la partecipazione ha superato anche le più rosee attese. Quattromila secondo gli organizzatori, 2.500 per le forze dell'ordine. In classe ne sono rimasti solo poche centinaia. In ogni caso un successo che fa gridare ai promotori: «Questa è una delle più grandi manifestazioni studentesche mai viste ad Empoli».  Alle 9 in via Sanzio ci sono già migliaia di ragazzi. Il cielo è grigio e minaccia pioggia, ma a colorare la mattinata ci pensano loro: la folla degli studenti raccolti dietro ad uno striscione recante i versi di una celebre canzone di Francesco Guccini: "Da sempre l'ignoranza fa paura e il silenzio è uguale a morte". Passa qualche minuto, si attendono i compagni che devono arrivare da San Miniato e da Fucecchio. Si pensa a qualche decina, giusto per testimoniare l'unità di tutti gli studenti dell'area. Ne arrivano centinaia e l'entusiasmo cresce.  Il corteo parte dietro al camioncino da cui vengono lanciati cori e musica. I ragazzi se la prendono più che altro con il ministro dell'Istruzione e con quello dell'Economia, oltre che con il premier. L'atmosfera si surriscalda, forse per scacciare la paura della pioggia. Tutti vogliono risalire il serpentone che si snoda in via Sanzio. Intanto dalla pancia del corteo spuntano tantissimi striscioni. "Abbiamo un cervello per pensare e un cuore per manifestare" sta scritto su uno. C'è chi avverte: "Se il vento fischiava ora fischia più forte, le idee di rivolta non sono mai morte" e "Né rossa, né nera, lo studio è la nostra bandiera". Niente male per degli adolescenti, che in molti credono solo indolenti e forcaioli. Ma c'è anche chi ci scherza su, come gli studenti del Fermi che scrivono: "Ti immagini se un domani la scuola funzionasse davvero".  Intanto, in corrispondenza con via Di Cambio, si uniscono altri trecento ragazzi allo spezzone. Sono quelli dell'Enriques di Castelfiorentino e vengono salutati da un'ovazione. Ma altri ancora, del Virgilio e del Brunelleschi, si uniscono strada facendo. Tanto che quando la carreggiata si restringe in via Fabiani e via Ferrucci il corteo diventa davvero imponente.  A quel punto gli studenti entrano in via Del Papa e ai lati è tutto un via vai di giovanissimi che attaccano post-it gialli ai muri e alle vetrine dei negozi. Li hanno preparati quelli del Pontormo, scrivendoci slogan della protesta. «Un modo per lasciare una testimonianza del nostro passaggio e sensibilizzare la popolazione», spiega uno di loro. Finalmente il serpentone giunge in piazza della Vittoria, dove i ragazzi entrano correndo. Il camioncino conquista il centro e gli studenti si dispongono tutt'intorno. Iniziano gli interventi dal palco improvvisato si susseguono: parlano in molti sia medi che universitari. Per tutti la parola d'ordine è una sola: bloccare i tagli previsti alle risorse e al personale e cancellare la riforma.

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di Redazione web