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Empoli

Studio dell’Università di Firenze conferma le potenzialità dell’energia pulita

Guadagno di ottomila euro all'anno per le aziende che scelgono il fotovoltaico

Pannelli fotovoltaici e sopra una veduta della zona industriale della Pratella a Fibbiana
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Pannelli fotovoltaici e sopra una veduta della zona industriale della Pratella a Fibbiana

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MONTELUPO. Era soltanto un'idea, ora ci sono i dati a confermarla. Tante sono le potenzialità dell'area industriale della Pratella come centro di produzione di energia. Lo studio effettuato dell'Università di Firenze ("Innovazione industriale tramite trasferimento tecnologico") e coordinato dal professor Eriberto Melloni ha messo in luce che le potenzialità ci sono e sono anche molto concrete.  Questa operazione, come ha sempre spiegato il Comune di Montelupo, nasce con tre obiettivi specifici: aumentare l'efficienza energetica degli stabilimenti, della produzione e quindi garantire un risparmio alle aziende; tutelare l'ambiente; garantire il corretto assetto urbanistico ed evitare operazioni disomogenee.  «Anticipando il resoconto dello studio che sarà presentato a novembre - afferma il professor Melloni - possiamo dire che ci sono opportunità interessanti che spaziano dal recupero dei fumi emessi dalle caldaie alla possibilità di installare tetti fotovoltaici. Le tecnologie ci sono, in questa fase manca piuttosto la disponibilità delle aziende. Permane una certa diffidenza verso le nuove tecnologie. La strategia più opportuna, dopo la conclusione dell'indagine preliminare, sembra essere quella di procedere per comparti che poi potranno essere integrati in futuro».  Il primo passo è stato quello di chiarire ogni dubbio su una delle tecnologie maggiormente interessanti ed appetibili: il fotovoltaico. Alcune multinazionali che ne hanno compreso il potenziale economico stanno contattando le aziende per prendere in affitto i tetti dei capannoni industriali al fine di installare i pannelli. Oppure, alcuni tecnici fanno proposte direttamente alle singole aziende e questo però penalizza il sistema sia da un punto di vista di produzione dell'energia, sia per quanto concerne la qualità dell'impianto.  «Le energie alternative sono un settore economico in crescita e molti ne hanno compreso le potenzialità - spiega l'architetto Riccardo Manetti, responsabile del servizio assetto del territorio del Comune di Montelupo - il rischio per il territorio è tuttavia lo svilimento. La soluzione ottimale sarebbe la creazione di un consorzio che riunisce le aziende del comparto e che potrà produrre livelli energetici tali da garantire l'autosufficienza. Il consorzio potrebbe offrire garanzia qualitative anche nel processo di installazione degli impianti perché sono numerosi gli aspetti tecnici e giuridici da tenere presenti».  I rischi di un errato posizionamento degli impianti, viene sottolineato dagli esperti, sono concreti e hanno come conseguenza inefficienza energetica e potenziali danni strutturali. È fondamentale perciò prima di tutto verificare che la struttura sia in grado di sopportare il peso dei pannelli, inoltre è opportuno pensare a una coibentazone del tetto per evitare che gli ambienti sottostanti si surriscaldino eccessivamente ed è, infine, indispensabile conoscere la normativa sia nazionale che comunale. Ci sono, infatti, alcuni comuni che non concedono permessi per l'istallazione degli impianti o che hanno norme restrittive.  Il fotovoltaico in particolare, grazie ai finanziamenti statali, consente una conversione che praticamente non ha costi vivi per le aziende. L'investimento fatto viene ammortizzato grazie alla resa dell'impianto (non si paga l'energia e se viene prodotta in eccesso l'azienda può immetterla nel mercato) e al conto energia.  Un decreto ministeriale stabilisce che il gestore dei servizi elettrici eroga un incentivo in 20 anni in funzione della potenza dell'impianto e del grado di integrazione che esso ha: in pratica l'incentivo è proporzionale alla produzione di energia elettrica. In sostanza la rata di un eventuale mutuo contratto per l'installazione dell'impianto potrà essere sostenuto con la rendita dell'impianto e già il primo anno l'azienda (tolte anche le spese di manutenzione e assicurazione) potrà beneficiare di un guadagno netto di 7mila-8mila euro.  A conclusione dell'incontro di presentazione sulle potenzialità dei pannelli fotovoltaici alcuni imprenditori hanno espresso la volontà di iniziare immediatamente con il progetto per non perdere le opportunità offerte dagli incentivi. Già nell'ultima settimana di ottobre gli imprenditori interessati si incontreranno con il Comune, l'Università e le associazioni di categoria per capire quali sono i prossimi passi da fare.

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