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Empoli

No a chi soffia sul fuoco dell'intolleranza contro gli stranieri

No a chi soffia sul fuoco dell'intolleranza contro gli stranieri

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 FUCECCHIO. Venerdì scorso, in piazza XX Settembre, due gruppi di studenti di quindici-sedici anni, dopo l'uscita dalla scuola, si sono affrontati e scontrati, con contusioni che, seppur non gravi, hanno richiesto il ricorso a cure mediche e l'intervento dei vigili urbani e dei carabinieri. All'origine di tutto alcuni apprezzamenti su una ragazza amica di uno dei due gruppi. Un episodio che non ha certamente caratteristiche di novità ma che è diventato un caso politico. Il motivo? I protagonisti di quello scontro sono stranieri.  Le risse tra adolescenti per questi motivi, in realtà, sono avvenute anche in passato. E l'episodio, come sottolinea il sindaco Claudio Toni, non è comunque da sottovalutare, perché evidenzia un malessere che non è solo adolescenziale ma che ha radici in una situazione sociale ed economica difficile. «L'amministrazione comunale e le istituzioni scolastiche - spiega il sindaco - faranno capire a questi ragazzi che hanno sbagliato, coinvolgeranno le loro famiglie per le conseguenze che possono discendere da questi comportamenti e apriranno una discussione con tutti i ragazzi coetanei, per uscire dalla discussione in positivo, riaffermando il valore del dialogo, del confronto, del rispetto della dignità e della integrità di tutti, della responsabilità personale di ciascuno».  Tuttavia sulla vicenda pesa la questione che ha trasformato la rissa tra adolescenti in qualcosa di diverso: i due gruppi di studenti, appunto, sono di nazionalità diverse, albanesi e cinesi. Ed è sul dibattito innescato dalle opposizioni su questo aspetto che il sindaco punta il dito.  «Due esponenti politici locali del centrodestra (Marco Cordone della Lega e Gabriele Genuino del Pdl) - accusa Toni - sulla stampa locale hanno trasformato la rissa tra adolescenti (da non sottovalutare e che richiede un intervento fermo delle istituzioni, lo ripetiamo per non essere fraintesi) in una vicenda dai risvolti razziali e di ordine pubblico, affermando "che è inutile parlare di integrazione con questi soggetti che la scuola non riesce a integrare perché hanno loro regole che sono palesemente contro la legalità" e " che il centro di Fucecchio, da troppo tempo lasciato a se stesso con attività commerciali in difficoltà, è troppo spesso teatro di aggressioni e violenze che vedono coinvolti extracomunitari, tanto più preoccupanti quando sono coinvolti ragazzi delle scuole superiori che dovrebbero essere integrati e senza pregiudizi". La superficialità e la strumentalità di queste valutazioni - sottolinea Toni - evidenziano un pregiudizio e una volontà di creare artificiosamente un allarme sociale legate ad una inammissibile intolleranza razziale che ben si comprende solo che ci si ponga una semplice domanda: se i ragazzi fossero stati di nazionalità italiana (e non è certo una ipotesi impossibile), non ci sarebbe stato bisogno di affrontare il problema? E quali valutazioni e proposte di soluzione sarebbero state avanzate, che non fossero la semplice condanna inappellabile e l'espulsione dalla società di ragazzi che attraversano un periodo difficile?»  «L'adolescenza - prosegue il sindaco - è un periodo critico per tutti, italiani e stranieri. I ragazzi hanno bisogno di essere aiutati a inserirsi positivamente nella società di cui saranno parte integrante, con interventi adeguati, educativi e correttivi. Non possono, a 15-16 anni, essere trattati come bande criminali o delinquenti abituali. Il rischio è di fomentare un clima di intolleranza etnica pericoloso, trasformando un episodio critico in un conflitto di nazionalità. Non solo tra cinesi e albanesi, ma anche tra italiani e stranieri in genere. Non ci stancheremo di ripetere che vanno perseguiti e corretti i comportamenti illegittimi, non le condizioni delle persone. L'obiettivo non può che essere la creazione di condizioni necessarie alla convivenza civile».  «Sarebbe opportuno chiedersi da parte dei due esponenti politici locali di centrodestra - conclude Toni - se sia possibile migliorare gli interventi per i giovani, italiani e immigrati, con i tagli continui delle risorse alle Istituzioni scolastiche e agli enti locali da parte del Governo».

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