Il Tirreno

Empoli

Segnali di ottimismo alla rassegna internazionale del settore

Le aziende del cuoio sorridono: torna di moda la pelle in vetrina

In senso antiorario: una trancia della Ma Mecc, una calzatura della Bm, Florio e Marco Malvolti
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In senso antiorario: una trancia della Ma Mecc, una calzatura della Bm, Florio e Marco Malvolti

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 FUCECCHIO. L'area cuoio s'è rimessa in moto. La pelle non è mai andata di moda come ora in vetrina, ma anche per l'inverno che verrà 2011-12. A Bologna la principale rassegna internazionale del settore, Lineapelle, ha messo in mostra anche innovazioni tecnologiche, con prestazioni che per il pellame sembravano impossibili. Una scarpa da bambino attirava l'attenzione alla conceria Itaca. E' in crosta scamosciata, ma conciata al vegetale. «Siamo i primi, e finora gli unici, riusciti a farla - racconta Florio Malvolti - basta toccarla, e lo scamosciato si chiude: perché la concia è al sego».  «Se la scarpa viene spazzolata, prende anche l'effetto vintage, ed è l'unica crosta in cui si può fare il marchio a fuoco: tutte innovazioni all'insegna del naturale» sottolinea ancora Florio Malvolti il cui fratello Luciano da Fucecchio si era spostato come modellista in Tunisia dove fece le scarpe a Bettino Craxi che ad Hammamet aveva i piedi doloranti a causa del diabete.  Ora Florio è con il figlio Marco, che aggiunge: «Il gruppo di acquisto solidale (Gas) di Empoli si è messo in contatto con noi, e valutata la pelle vuole prendere contatto con il calzaturificio che lavora il nostro pellame e fa calzature da bambino. Scarpe che si possono avere anche con sottopiede in iuta, o in sughero; e suola in caucciù. Il pellame è certificato che non dà allergie. Così ci hanno chiesto anche preventivi per le scarpe da donna e gli stivali».  Romanello Manzi, conciatore e ora commerciante di pellami a Fucecchio, segnala che «alla conceria Vecchia Toscana il pellame nabuccato, stampato, e lavorato al naturale: molto indicato per valigeria di classe».  Anche Carmine Petrullo, ex pellicceria Lady Fur a San Pierino e poi conciatore, è ottimista: «Uno spiraglio, torna il sereno con i compratori orientali finalmente decisi nelle ordinazioni di campionature».  Alla conceria Flora di Ponte a Cappiano, Cristiano Catastini presenta mezzi bufali dalla caratteristica grintosa, per calzature e stivaletti da donna. La punta è però lucida, pertanto indossando la scarpa con un pantalone sembra una calzatura elegante. Una scarpa double-face.  Prospettive anche per l'indotto, perché la fiera era affiancata dal salone Simac per i calzaturifici. Allo stand Ma-Mecc di Fucecchio è in funzione una trancia. «Più piccola e più versatile e veloce per la produttività, rispetto a quelle che già produciamo», racconta il titolare Nico Mazzantini con l'elettrotecnico Massimo Catastini.  Va forte anche un macchinario per fare il guardolo mignon, da calzatura. «Un macchinario così non esisteva, e al momento l'abbiamo soltanto noi, rispetto alla procedura manuale usata finora, consente di fare il mignon con più precisione», conclude Luciano Mucci, officine meccaniche Bm di Castelfiorentino. E mostra sia il mignon, sia il sandalino realizzato.

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