Il Tirreno

Empoli

Il conforto religioso in ospedale costa caro

L’ospedale San Giuseppe e una corsia
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L’ospedale San Giuseppe e una corsia

L'Asl spende quasi 110mila euro l'anno per pagare quattro assistenti spirituali

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 EMPOLI. Aiutare spiritualmente una persona che soffre, starle vicino nel momento del dolore e della preoccupazione, portarle conforto non sono gesti di solidarietà scontati, neanche per gli uomini di chiesa. Garantire assistenza religiosa, almeno in ospedale, costa. Quanto? Circa venticinquemila euro l'anno per ciascun religioso impegnato in questo tipo di sostegno al malato e ai suoi familiari. Può sembrare strano ma - almeno in Toscana - è così.  L'azienda sanitaria dell'Empolese Valdelsa spende poco meno di centodiecimila euro all'anno per pagare i quattro religiosi che - in base a una convenzione stipulata dalla Regione con la Conferenza episcopale italiana - operano all'interno delle strutture sanitarie del circondario.  Cosa fanno in concreto gli assistenti religiosi? Perché tutti noi - credenti e non - dobbiamo pagarli? Lo spiega una nota dell'Asl. Gli assistenti spirituali svolgono azioni liturgiche, al servizio di tutti i pazienti, i familiari e il personale dell'azienda sanitaria che lo desiderano. L'assistente religioso opera nelle strutture sia ospedaliere che residenziali (ospedali, case di riposo, Centro igiene mentale, strutture residenziali e semiresidenziali sia dell'Empolese-Valdelsa sia del Valdarno Inferiore) svolgendo le azioni liturgiche e assistendo sotto il profilo religioso i pazienti che lo desiderano, prestando la propria opera - viene sottolineato - anche in urgenza.  «Inoltre - prosegue la spiegazione dell'Asl - questa figura collabora alle iniziative di formazione e di educazione alla salute promosse dall'azienda sanitaria locale per quanto attiene alla dimensione etica/esistenziale e ai valori spirituali legati alla salute».  L'attività degli assistenti religiosi presso le strutture dell'Asl 11, come detto, avviene in regime convenzionale: non sono cioè inquadrati giuridicamente come dipendenti dell'azienda sanitaria ma vi operano in virtù e per la durata della convenzione. Nel dettaglio la convenzione che regola il rapporto tra l'azienda sanitaria locale e i quattro religiosi è stata stipulata fra l'azienda stessa e l'Ordinario Diocesano di Firenze e l'Ordinario Diocesano di San Miniato per le rispettive giurisdizioni territoriali degli ospedali e delle strutture residenziali rispettivamente di Empoli, Castelfiorentino, Fucecchio e San Miniato.  Come riferiamo a pagina 13 del giornale, gli assistenti spirituali che operano nelle strutture sanitarie toscane sono in tutto 77 e costano ai contribuenti toscani più di due milioni di euro all'anno.

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