Italia
Chi ha ucciso Massimo Stepich?
Francesco Turchi
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Il cadavere circondato dai carabinieri in via Tino da Camaino Il ragazzo che si è accusato del delitto è in libertà
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EMPOLI. Un mese di indagini, un reo confesso in libertà, tanti interrogativi e nessun colpevole in carcere. A distanza di un mese dall'omicidio di Massimo Stepich, l'assassino non ha ancora un nome. Le bocche degli inquirenti restano cucite, ma le indagini potrebbero essere vicine alla svolta. Il corpo di Stepich, 22 anni, nomade di etnia sinti, che viveva con la famiglia a San Miniato Basso, venne ritrovato sabato 11 settembre, intorno alle 17 in via Tino da Camaino, a due passi dell'ospedale San Giuseppe di Empoli. Un cadavere abbandonato in pieno giorno in una zona residenziale, con un foro provocato da un'arma da fuoco proprio all'altezza del cuore. I numerosi precedenti penali di Stepich fatto pensare in un primo momento al regolamento di conti. Tuttavia questa non è l'unica pista seguita dagli inquirenti. L'autopsia ha rivelato che l'assassino ha sparato da non più di un metro di distanza. Un dato che avvalora l'ipotesi dell'esecuzione. Ma che non esclude quella dell'incidente. Anzi. Quest'ultima pista sembrava aver trovato un riscontro appena una settimana dopo l'omicidio, quando un ragazzo, anche lui sinti, si è presentato ai carabinieri di Massa, sostenendo di essere stato lui ad uccidere Stepich: «È stato un incidente», avrebbe detto il reo confesso. Tuttavia la sua ricostruzione dei fatti non deve aver convinto gli inquirenti, che hanno deciso di lasciarlo in libertà. Sicuramente non può aver fatto tutto da solo. Dopo lo sparo, Stepich è stato caricato su un'auto, che si è diretta verso l'ospedale; probabilmente chi l'ha fatto ha tentato di salvargli la vita. Poi, quando si sono (difficile pensare che sia opera di una sola persona) resi conto che non c'era niente da fare, l'hanno abbandonato, rischiando anche di essere visti, dato che via Tino da Camaino è una strada a fondo chiuso, sulla quale si affacciano decine di appartamenti. E sembra anche che qualcuno avesse addirittura cambiato la maglietta del nomade, che misteriosamente non presentava macchie di sangue. Un ragazzo, da solo, non può avere fatto e pensato tutto. Ed è per questo che è stato rilasciato. E sui suoi movimenti probabilmente sono concentrate le attenzioni dei carabinieri di Firenze che stanno indagando con il sostituto procuratore Vincenzo Ferrigno. Proprio in questi giorni peraltro sarebbe stata anche ritrovata la pistola usata per il delitto. Ma c'è da capire chi c'era con il giovane, che potrebbe essere stato convinto da qualcun'altro ad assumersi la responsabilità dell'omicidio. Di certo c'è che nel primo pomeriggio dell'11 settembre Massimo era stato visto in un locale a Ponte a Elsa nel primo pomeriggio, in compagnia di altre persone, che poi sono ripassate anche alcune ore dopo, quando il cadavere di Stepich era già stato ritrovato. Intanto è passato un mese e nessuno è finito in carcere per questo omicidio, ma a giorni potrebbe esserci la svolta.
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