Il Tirreno

Empoli

Sgarbi da Fatichi

Luciano Gianfranceschi
Sgarbi da Fatichi

Ha passato un'ora ad ammirarne i quadri

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FUCECCHIO. Sgarbi che guarda un quadro di Fatichi. Il pittore che guarda Vittorio Sgarbi. Il critico si passa la mano sul ciuffo, toglie gli occhiali da miope e guarda più da vicino la grande foglia raffigurata da Luigi Fatichi, passa la dita sull'opera per sentire se il rilievo è dipinto. Sono le 3 del mattino, il sabato della settimana scorsa, nello studio in via Pacchi, dove i dipinti stanno voltati verso il muro. La scorta aspetta in giardino. Per un'oretta, il critico, che parla tanto in televisione, resterà parco di parole, guardando e ritornando su taluni quadri: l'erba, la pioggia, le dita, una testa. E ai dettagli del quadro intitolato "C'è un cuore nell'opera", di nuovo affascinato.  La notizia del ritorno di Sgarbi a Fucecchio s'è sùbito diffusa. L'altra volta venne per le polemiche su piazza Montanelli e il nuovo teatro Pacini, invece stavolta è per Fatichi. E per il suo lavoro: Sgarbi s'è interessato anche al servizio del Tirreno che anticipava la prima mostra; alla rivista Erba d'Arno, arrivata in questi giorni al fascicolo numero 120/121; alla cartolina/invito già cult per i collezionisti; al volumetto con le riproduzioni a colori, di piccolo formato ma d'alto contenuto; all'Almanacco Bilenchi.  Artefice dell'incontro, nottetempo, è stato Mauro Pratesi, titolare della cattedra di Fenomenologia delle arti contemporanee all'Accademia di Belle Arti di Firenze, e dell'insegnamento di Storia dell'arte contemporanea all'Università di Firenze. Collabora con Sgarbi, selezionandogli gli artisti emergenti sul territorio per prossime mostre tematiche.  Un altro incontro di Fatichi è avvenuto sabato scorso, a Carmignano - sullo sfondo di tre grandi colline triangolari che sembrano verdi piramidi etrusche - nello spazio d'arte di Alberto Moretti dove si conclude - oggi, ultimo giorno, orario 10-13 e 16-19 - la mostra "Rilevare la percezione".  Fatichi aveva invitato - alla sua prima esposizione in pubblico, pochi pezzi di varie misure - estimatori e amici. Sono intervenuti al brindisi anche il sindaco Claudio Toni, l'assessore alla cultura Sara Matteoli, e l'ex assessore Riccardo Cardellicchio che ha scritto una nota poetica sull'opera di Fatichi.  In una sala espositiva, Aldo Lurci, la precisione; nell'altra, Fatichi, il senso poetico; definizioni del pittore Umberto Buscioni. Anche i colleghi Lorenzo D'Angelo e Carlo Bertocci hanno riconosciuto a Fatichi "il mestiere". E qualcos'altro: ciò che trasforma il dipinto ordinario in un'opera d'arte straordinaria.

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