Il Tirreno

Empoli

Iniziative culturali

Il libro in prestito protagonista al supermercato

Riccardo Cardellicchio

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 FUCECCHIO. Se la gente non va al libro, il libro vada tra la gente. C'è chi lo fa portandolo, con il relativo autore, nelle piccole località, lì dove si ritiene che gli interessi siano altri, e - meravigliando anche gli scettici - riempie una stanza di circolo ogni sabato pomeriggio, piova o tiri vento o il sole spacchi le pietre. Ma c'è anche chi - come la biblioteca comunale "Indro Montanelli" di Fucecchio - sceglie una strada ancor più difficile: aprire un punto prestito nei locali della Coop di via Fucecchiello. Ci mette un po'. Però, alla fine, ci riesce e conquista anche la vetrina, quasi davanti allo sportello soci, per un'esposizione che non puoi ignorare anche se tu lo volessi.  Non è una presenza d'immagine. Sembra che la richiesta di prestito sia stata immediata e confortante. Anche se l'iniziativa non ha goduto della pubblicità necessaria. Come accade per tutte le iniziative culturali. Vuol dire che la gente riesce a non farsi abbagliare completamente dai lustrini e dalle proposte commerciali martellanti.  IL PADULE  Raccontare il Padule di Fucecchio, è raccontare la fine di una terra. L'ultimo a farlo, in ordine di tempo, è Valerio Santini, empolese, classe 1983, laurea all'Università di Pisa su ambiente e territorio, e master su sviluppo sostenibile e gestione di sistemi ambientali all'Università di Bologna.  Titolo del libro: "Il Padule era la nostra fabbrica", Felici editore. E' la storia, a più voci, di un'economia povera, di un lavoro duro e di un ambiente straordinario, nei primi anni del Novecento.  Immagini e ricordi che fanno venire il magone, perché si tratta di un mondo in gran parte scomparso, consumato dalla mano dell'uomo, tutt'altro che sapiente, nei secoli. La fissa della bonifica, che ha contribuito ad alterare l'ambiente. La pesca e la caccia praticate per sostentamento. Come la lavorazione delle erbe. Sala, biodo, cannella, sarello, paleo, asinella. Senza contare l'importanza delle piante. Il salcio e il pioppo, in primis. Parole dimenticate. Oggi ne sono in voga altre, non allettanti.

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