Sicurezza
Malati d'Alzheimer feriti al cuore
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Lestintore scaricato nei locali del centro diurno Vandali di notte danneggiano il centro d'assistenza a Montelupo
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MONTELUPO. Chiamarli vandali forse è riduttivo ma è difficile trovare un termine che si possa riportare sulla pagina di un giornale per definire gli individui che la notte scorsa hanno preso di mira il centro diurno per i malati di Alzheimer di Montelupo. Hanno compiuto un atto di una gravità inaudita, che ha ferito al cuore decine di malati, le loro famiglie, un'intera comunità. Non era mai successo prima. Lo spettacolo che si sono trovati di fronte ieri mattina gli operatori della coop Minerva lasciava senza parole: il contenuto di un estintore riversato nel corridoio e nelle stanze, gli armadietti aperti, i cassetti rovesciati, il computer acceso. I vandali sono entrati da una finestra e si sono divertiti a fare danni. Il centro, gestito dall'Asl 11, è frequentato da 10 persone e tutti i giorni offre un servizio indispensabile per chi è affetto da Alzheimer: persone che ieri giravano per le stanze confuse dal caos che hanno trovato e dall'impossibilità di compiere i quotidiani gesti a cui sono abituati e che danno loro sicurezza. Gli operatori sono stati costretti a riaccompagnarli a casa. La polvere degli estintori è irritante ed è stato necessario bonificare la struttura. «Mi chiedo se chi questa notte si è introdotto nel centro per divertirsi con un bravata sia consapevole della gravità di tale azione - ha detto il vicesindaco Giacomo Tizzanini - non parlo solo dei danni materiali ma di quelli morali e sociali verso persone che non si possono difendere. Negli ultimi mesi si sono susseguiti atti da deprecare, ma questo li supera tutti in gravità e denota totale mancanza di compassione umana. Siamo dispiaciuti per le famiglie, ci auguriamo che le forze dell'ordine riescano a individuare quanto prima i responsabili». Gli fa eco Cristina Dragonetti, presidente della coop Minerva: «Questo non è un semplice danneggiamento di locali. Persone fragili e in disagio hanno perso un punto di riferimento importante, abbiamo dovuto richiamare i familiari che facevano affidamento sul servizio e magari si erano recati a lavoro. È stato superato un confine: solitamente anziani e bambini non sono oggetto di azioni di questo tipo».
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