Il Tirreno

Empoli

Più di sette cinesi su dieci pensano che a Empoli ci sia la pena di morte

Due sposi cinesi in piazza della Vittoria
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Due sposi cinesi in piazza della Vittoria

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EMPOLI. Risiedono in Italia da anni ma è come se vivessero in una realtà parallela. I giovani cinesi che abitano a Empoli dimostrano di avere una conoscenza del tutto approssimativa di ciò che succede in città e in Italia. Sette intervistati su dieci sono convinti che nel nostro paese ci sia la pena di morte, non sanno chi sia Giorgio Napolitano e hanno le idee molto confuse non solo sulla politica locale e nazionale ma anche su molte delle questioni che regolano la nostra società e infiammano il dibattito pubblico. Abbiamo sottoposto un questionario di 10 domande a cento giovani cinesi, di età compresa tra i 14 e i 37 anni.

Ecco quello che è emerso.  Per 72 intervistati su 100 in Italia esiste la possibilità di incorrere nella pena capitale; 74 invece coloro per i quali il nome del presidente della Repubblica non fa suonare nessun campanello.  Non va molto meglio quando si cerca di indagare sulla dimensione locale. Alla domanda su chi sia il sindaco di Empoli poco più del 20% degli intervistati ha risposto sì, dimostrando di sapere che l'amministrazione che governa la città è di centrosinistra. Il resto è diviso tra chi sostiene che la città è guidata da un sindaco di destra e chi ammette candidamente di non averne la più pallida idea. Altrettanto sorprendente il fatto che più del 60% degli intervistati non sia stato in grado di identificare l'Aquila come la città italiana che l'anno scorso è stata colpita dal terremoto in cui hanno perso la vita più di duecento persone. 

A differenza di quelli relativi al capo di Stato invece i dati raccolti dimostrano che Silvio Berlusconi è conosciuto dai più. Quasi il 60 per cento degli intervistati ha dimostrato di conoscere il presidente del consiglio. Di contro, il quesito relativo al nome del partito guidato dal premier è stato quello che, insieme alla domanda "Sai chi è Eluana Englaro?", ha registrato il record di risposte errate: cento su cento. La storia della giovane che a seguito di un incidente stradale è rimasta in stato vegetativo per 17 anni ha spaccato il paese, tenendo banco sulle pagine dei giornali e in tv per mesi e mesi, è risultata del tutto sconosciuta ai cinesi intervistati. Sul partito del premier c'è stato quanto meno qualche tentativo in più. I più vicini alla risposta esatta sono stati coloro che ritenevano che Berlusconi fosse ancora il leader di Forza Italia.

Tra le altre risposte si segnalano come più originali: Lega Nord, Pd e addirittura due "sinistra" e un "Italia libera".  Sulle grandi questioni etiche in generale la tendenza sembra essere stata quella di rispondere secondo la consuetudine del paese di provenienza. Essendo la Cina un paese in cui l'eutanasia è legale da più di 10 anni, la maggior parte degli intervistati (più del 60%) ha erroneamente ritenuto che qui fosse in vigore una normativa simile.  La domanda "Il divorzio è legale?" si è distinta per il numero più alto in assoluto di risposte esatte: 87 su 100. Sull'aborto, che pure è praticato nella Repubblica popolare cinese, c'è stata invece una percentuale di errori molto più alta, vicina al 60%. La ragione, lo si evinceva senza difficoltà dalle argomentazioni date dagli intervistati, è che molti ritengono che i cattolici condizionino in tal senso la nostra legislatura.  Inutile dire che non è il caso di fare di tutta l'erba un fascio.

Alcuni intervistati hanno dalla loro l'attenuante di avere ancora grossi problemi linguistici che evidentemente costituiscono un freno anche per l'integrazione e la piena comprensione della realtà circostante. In generale l'andamento delle risposte dimostra la presenza di enormi discrepanze a livello di conoscenza del nostro Paese. Si va da chi è riuscito a rispondere correttamente a 6-7 risposte su 10 a chi, anche dopo nove anni passati nel nostro paese, ha risposto correttamente solo a una o due domande.  Esempio più virtuoso in assoluto quello di Hua Zhe Lei, ventenne cinese che è in Italia da soli due anni e, non solo parla già un ottimo italiano, ma eccezion fatta per Eluana, aborto e Pdl, ha risposto correttamente a tutte le domande.

Un risultato che probabilmente pochi di noi sarebbero stati in grado di conseguire dopo un solo biennio trascorso nel Sol Levante e che lui giustifica con un modestissimo "Mi piace leggere i giornali". La speranza è che quello di Hua Zhe Lei, che sembra essersi fatto diversi amici tra i clienti di una pizzeria del centro, sia il prototipo dell'integrazione che verrà.

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