Il Tirreno

Empoli

Il sax della Dolce Vita

Da sinistra in senso orario: Norico con l’orchestra di Gianni Fallabrino a fianco del celebre chitarrista Peter Van Wood, mentre stringe la mano a Daniele Piombi, al sassofono, un’immagine d’oggi, durante un un concerto nel locale romano Il Pipistrello, premiato a Milano da Mike Bongiorno
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Da sinistra in senso orario: Norico con l’orchestra di Gianni Fallabrino a fianco del celebre chitarrista Peter Van Wood, mentre stringe la mano a Daniele Piombi, al sassofono, un’immagine d’oggi, durante un un concerto nel locale romano Il Pipistrello, premiato a Milano da Mike Bongiorno

Norico Fiaschi suonava in via Veneto con Peter Van Wood

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FUCECCHIO. «La sera andavamo in via Veneto... a suonare» racconta Norico Fiaschi, 79 anni, accarezzando il sax e divertendosi a parodiare il giornalismo che Eugenio Scalfari ha raccontato in un libro di successo. Aggiunge: «Mezzo secolo fa nasceva a Roma la dolce vita, e io c'ero. La capitale scintillava, la famosa strada era frequentata dal tardo pomeriggio in poi, da attori e attrici vere non da stelline. Suonavo il sax, ma anche il flauto o il clarinetto, al Pipistrello, con l'orchestra di Gianni Fallabrino, insieme all'olandese Peter Van Wood, chitarrista, cantautore e anche astrologo. Il locale, esiste ancòra, traeva il nome dal fatto che a via Veneto si vive di notte. Allora era un night club e american bar, i Negroni e i Martini diventarono una moda nel mondo».  Il locale vanta la frequentazione - oggi mitica - dei registi Luchino Visconti e Federico Fellini, degli attori Linda Christian, Liz Taylor, Richard Burton, Anna Magnani. Poi Norico aggiunge, con un'osservazione di chi ha vissuto l'esperienza e non l'ha solo sentìta dire: «Vivevo lavorando di notte e dormendo di giorno. Avevo la camera al Grand Hotel Excelsior, albergo di lusso che tuttora ha un menu La Dolce Vita, accanto ai divi del cinema e dello spettacolo. Ricordo Anita Ekberg, che era un sogno per Mastroianni, figuriamoci per me. Ma ero già sposato con Etrusca, che purtroppo troppo presto m'è venuta a mancare. Ho una figlia, Stefania che vive a Milano».

S'intristisce un po'. «Anche Buscaglione è morto troppo presto, aveva appena assaporato il successo dopo tanta gavetta. La moglie Fatima era molto bella. Lui era di compagnìa, un po' guascone come le canzoni che componeva e cantava». Poi riflette: «Anch'io compongo canzoni, ma mi sono scritto alla Siae tardi; comunque un po' di diritti d'autore arrivano e ora fanno più comodo di allora. Perché guadagnavo bene, e ho vissuto la vita con soddisfazioni, e con avventurose tournée all'estero di sette mesi alla volta, esperienze indimenticabili».  Ha conosciuto da vicino i protagonisti dell'enciclopedia dello spettacolo. «Kirk Douglas era venuto a Roma per girare il film su Ulisse; mandava il cameriere per richiedere le canzoni che dedicava alla sua accompagnatrice di turno. Carosone non era il simpaticone di quando cantava, ma un solista in affari anche se aveva un gran complesso. Gegè di Giacomo, suo braccio destro, non seppe cogliere l'occasione del ritiro dalle scene di Carosone, anzi andò in tournée in Israele e non ci fece pari con i soldi. Maurizio Arena era tal quale al film, un bullo bonario, non recitava ma interpretava se stesso. Mike Bongiorno era sempre disponibile con chiunque gli si avvicinava. Flo Sandon's di nome si chiamava Mammola. Daniele Piombi stava un po' sulle sue, ma solo durante lo spettacolo».  Norico tira fuori vari album di foto e di ritagli. Non parla molto, lascia raccontare alle foto. «I miei primi compagni alla scuola di musica sono stati Luciano Carmignani e Lanfranco Ancilotti, insegnante era il sassofonista Danilo».  Perché scelse la musica, è presto detto. «Dopo aver frequentato le scuole medie, non volevo finire in fabbrica a fare le scarpe, o in conceria a tingere le pelli. Avevo in mente l'esempio di Marcello Boschi, altro calligiano, che per anni ha fatto parte dell'orchestra Rai, e ha suonato con Gorni Kramer, direttore d'orchestra, e cantanti come Carla Boni, Gino Latilla, Achille Togliani».  La prima esibizione, che non si scorda mai? «Nel 1948 a Fucecchio, alla Casa del Popolo in piazza Montanelli, dove ora è la caserma dei carabinieri. Poi all'albergo Torino, che aveva anche la sala da ballo. Un primo compagno d'orchestra e impresario è stato Ilario Banchini di Castelfranco. Ho suonato con Nanni il barbiere, con Valerio Mechetti, che poi quando ha smesso e ha aperto un'edicola a Santa Croce, con il batterista Giuseppe Mazzei, meglio conosciuto come Canapino. Il primo contratto l'ho avuto con il formidabile complesso Rycky sax's group; Rychy ero io. Poi mi hanno chiamato a Firenze, a Montecatini, a Milano prima che a Roma, e all'estero».  In una più recente serata ha suonato con batterista Enrico Briganti, detto Ciclo, con Luciano Donnini, e il castelfranchese Maurizio Nuti, chitarra e voce degli Homo Sapiens (vincitori a Sanremo nel 1977).  Qualche anno fa i dirigenti della squadra di calcio del Cappiano - alla sua prima stagione nei professionisti, appena fusa con la Cuoiopelli - festeggiarono l'evento affittando il castello di uno stilista sulle colline di Montecatini con aperitivo in musica, cena, ballo. A un certo punto al complessino si affianca Norico Fiaschi con il suo sax, ed è sùbito tutta un'altra musica. Non lo racconta lui, ero presente anch'io. Dopo un po' il general manager della società sportiva, il conciatore calligiano Curzio Squarcini, sale sul palco e comincia a cantare. Con il sax che l'asseconda: una musica da night che faceva sognare ogni donna.  Mentre parliamo, negli occhi di Norico passa il film di un ragazzo a cui Ponte a Cappiano andava stretto. Ma guarda con soddisfazione a un percorso ritenuto impossibile, subito dopo la seconda grande guerra, per chi partiva da una frazione fucecchiese, e che invece è riuscito a concretizzare. Un precursore e forse esempio che è servitoad altri giovani musicisti per affermarsi. Riccardo Donati, classe 1972, dal 2009 insegna al Conservatorio "Puccini" a La Spezia, mentre dal 1995 è primo contrabbasso dell'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, facendo tournée con direttori d'orchestra come Zubin Mehta e Riccardo Muti. Inoltre Fabio Bagnoli, classe 1968, ha collaborato come primo oboe con l'orchestra dei Pomeriggi Musicali a Milano, l'Orchestra della Toscana, l'Orchestra del Teatro dell'Opera a Roma, l'Orchestra da camera di Siena, con i Fiati di Parma e i Filarmonici Romani. Dal 1995 al 2003 è stato primo oboe dell'Orchestra Regionale del Lazio. E Manrico Seghi, classe 1980, come pianista e concertista collabora con vari progetti jazz e compagnie teatrali. Svolge anche attività didattica alla scuola di musica "Il Trillo" di Firenze, titolare del corso di pianoforte moderno. Al ristorante di famiglia "Da Duilio" nella primavera scorsa ha diretto tante serate abbinando la tradizione della cucina toscana al jazz. A richiesta sta per partire il bis autunnale.  Ovviamente, Norico Fiaschi comincia a fare i conti anche con il tempo che passa. S'è risposato con Natalia, abita a Fucecchio. Mette un cd, con registrazioni dei propri pezzi ballabili e d'atmosfera: dal suono dolce e aggressivo del sax sa trarre note struggenti e melodiose. Per tanti anni ha fatto sognare e divertire nottetempo. Conclude, sorridendo: «Ascolta, questo sono io, e così come so suonare voglio restare nel ricordo. Ma siccome mi manca un po' il fiato, presto smetterò di suonare dal vivo, attaccherò gli strumenti al chiodo». Il tono della voce è quello di un concertista che sente quando è l'ora del canto del cigno.

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