La manifestazione
Rischio caos alle superiori
◗
Il ministro Gelmini al centro di polemiche per i tagli Sentenza del Tar boccia la riduzione degli orari
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Venti, ma forse anche venticinque insegnanti potrebbero essere assunti in tutto il Circondario e iniziare a lavorare negli istituti professionali e tecnici. Sì perchè nella scuola al caos si somma altro caos. E la Gelmini ha incassato l'illegittimità della riduzione di orario decisa dal ministero per quest'anno. Il rischio è quello di dover rivoluzionare di nuovo gli orari degli istituti tecnici e professionale. Non solo: di dover assumere altri insegnanti (ma con quali soldi?) e di dover rivedere per l'ennesima volta gli orari del trasporto scolastico. Dopo che il ministero aveva disposto la riduzione dell'orario da 36 a 32 ore la settimana per le classi intermedie (dalla seconda alla quarta) dei tecnici e dei professionali ora il Consiglio di stato ha detto che l'orario deve essere rideterminato. Ha confermato, in sostanza, la sentenza del Tar del Lazio con la quale era stato accolto un ricorso del sindacato Snals contro, appunto, la riduzione dell'orario in questi istituti. Lo Snals aveva impugnato il provvedimento perché privo, come vuole la legge, del parere necessario del Cnpi (Consiglio nazionale della pubblica istruzione). Il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso. Poi si era pronunciato anche il Cnpi che aveva bocciato la riforma. Il ministro, allora, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato che però, con un'ordinanza di giovedì, ha sostenuto la posizione del Tar. Immediata è stata la reazione del ministero per cui il pronunciamento non provocherebbe alcuna modifica sugli organici, né variazioni sugli orari già concordati. Ma lo Snals canta vittoria e parla di «cattedre da reintegrare presto». Sorpresi, o ancora nemmeno a conoscenza del pronunciamento del Consiglio di Stato, i dirigenti scolastici interessati (che nel Circondario sono quelli dell'istituto professionale Leonardo da Vinci, del Ferraris Brunelleschi, del Fermi, dell'Enriques di Castelfiorentino e del Checchi di Fucecchio). «Aspettiamo indicazioni dall'ufficio scolastico regionale - spiega Giuliana Cinni del Fermi - considerando le classi intermedie noi dovremmo coprire 80 ore e questo significa dover assumere nuovi insegnanti. Questo mi sembra molto difficile che accada». In altri istituti si mette l'accento anche sulle ripercussioni per gli orari e le coincidenze degli autobus. «Lunedì avremo l'orario definitivo - spiega il direttore del Circondario Alfiero Ciampolini - e martedì abbiamo programmato di dare l'orario definitivo degli arrivi e delle partenze degli autobus. Ora non so se dobbiamo aspettarci altri cambiamenti». «L'effetto del pronunciamento del Consiglio di Stato andrà valutato - spiega Alessandro Rapezzi della Cgil scuola - va letto il dispositivo e vedere se ci sono margini per impugnare la decisione del ministero e far reintegrare i lavoratori». «In ogni caso ci troviamo in una situazione che definirei apocalittica con le cattedre che ancora non sono tutte coperte, e con organici da definire. E in più difficoltà anche per aprire e chiudere le scuole perché non ci sono custodi a sufficienza». L.A.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
