Attenzione
Il centrodestra si spacca su Mameli
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Marco Cordone della Lega Nord Il Pdl vuole l'inno nazionale nelle scuole, la Lega vota no
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GAMBASSI TERME. L'inno di Mameli spacca il centrodestra. Da una parte il Pdl propone che ogni seduta del consiglio comunale venga preceduta dall'esecuzione musicale, dall'altra la Lega Nord boccia l'idea. È successo nell'ultima seduta del consiglio di Gambassi Terme. Il rappresentante del gruppo Pdl-Lega Nord Alessandro Miranda ha presentato all'ordine del giorno due mozioni che proponevano rispettivamente l'affissione nelle scuole di Gambassi del testo dell'Inno di Mameli e la sua esecuzione all'apertura delle sedute del consiglio municipale in analogia con quanto già avviene in consiglio regionale. Il Pd ha accolto favorevolmente la proposta, la Lega Nord no. «Abbiamo colto nella presentazione di queste due mozioni - ha spiegato il gruppo consiliare Pd - la volontà di rimarcare in modo semplice e non retorico il valore dell'unità nazionale come elemento di unitarietà di tutti gli italiani, accogliendo l'invito rivolto dal presidente Napolitano a festeggiare il 150º anniversario dell'Unità di Italia come momento di partecipazione ideale e fattiva di tutti gli Italiani al futuro della nazione». I consiglieri della Lega Nord Marco Cordone e Sergio Panchetti invece hanno votato contro. «Certo non ci aspettavamo - è il commento del Pd - che in consiglio comunale a Gambassi Terme trovassero eco parole e atti di chi ormai quotidianamente mette in discussione i simboli dell'unità nazionale, inneggiando a fantomatici Stati inesistenti (la Padania), e abbiamo dovuto prendere atto con amarezza che per i consiglieri leghisti le convinzioni ideologiche e i presunti tornaconti elettorali hanno prevalso anche sulla storia e sulle tradizioni del territorio in cui sono nati e vivono, spingendoli a votare contro alle mozioni presentate da un consigliere del loro stesso gruppo. Non possiamo non evidenziare il dato politico rilevante che a Gambassi Terme siedono consiglieri (Cordone e Panchetti) che non riconoscono nell'Inno di Mameli il loro inno nazionale, e che a Firenze siede in consiglio provinciale un esponente politico (ancora Cordone) che si trova a profondo disagio quando deve confrontarsi con i simboli che rappresentano tutti gli italiani ma che non esita ad esporre dal taschino della giacca stemmi regionali che nulla hanno a che vedere con la storia di Firenze e Toscana».
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