Toscana
EMPOLI. «Il direttore generale dell'Asl 11 Eugenio Porfido vuole mettere in ginocchio ...
Francesco Turchi
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EMPOLI. «Il direttore generale dell'Asl 11 Eugenio Porfido vuole mettere in ginocchio il volontariato nell'Empolese-Valdelsa e nel Valdarno e di consueguenza far saltare il welfare del nostro territorio». Le associazioni dichiarano guerra all'Azienda sanitaria locale «che vuole tagliare i rimborsi per il trasporto sanitario». Le pubbliche assistenze rendono nota la lettera che hanno ricevuto da Porfido e sottolineano quanto la posizione di quest'ultimo sia in netto contrasto con le direttive dell'assessore regionale Daniela Scaramuccia: «Se veramente si va nella direzione da lui auspicata, molti cittadini si troveranno a dover sborsare soldi per certi servizi, compreso il trasporto per la riabilitazione, che stando così le cose non potremo più garantire: non vogliamo certo trasformarci in aziende che decidono quali servizi dare in base al profitto. E invece ci sarà chi dovrà sborsare da 40 a 70 euro ogni volta che dovrà essere accompagnato a fare la terapia». Il nodo. Il quadro della situazione viene tracciato dal coordinatore dell'Anpas del circondario Andrea Lavecchia e dal vicepresidente dell'Anpas Toscana, Attilio Farnesi. Attualmente il trasporto sanitario è regolato da un accordo firmato da Regione e associazioni nel 2004 e che inizialmente doveva essere valido fino alla fine del 2008. Nel 2007 è arrivata una sentenza della Corte di giustizia europea, in base alla quale questo tipo di servizi deve essere assegnato con una gara d'appalto. La Regione a quel punto ha prorogato l'accordo esistente, che resterà quindi valido fino al prossimo 31 dicembre. Nel frattempo l'ente, in collaborazione con le amministrazioni, sta scrivendo la legge che regolerà il sistema di emergenza urgenza territoriale. Il corto circuito. Il 13 settembre scorso l'assessore Scaramuccia ha scritto ai direttori generali, Porfido compreso, invitandoli «da un lato a non prevedere in questa delicata fase, iniziative aziendali disallineate rispetto alle intese già a suo tempo assunte a livello regionale, dall'altro a intraprendere fortemente a livello locale, per un'ottimizzazione delle risorse, tutte quelle azioni tese piuttosto alla ricerca di una maggiore appropriatezza nel settore». Contemporaneamente Porfido ha scritto alle associazioni di volontariato, prospettando l'ipotesi di modificare alcuni aspetti dell'accordo quadro, a cominciare dal calcolo dei rimborsi per la sosta, «che attualmente scatta dopo la prima ora e che Porfido vorrebbe posticipare da mezz'ora: questo significa che se i nostri volontari restano anche un'ora e venti minuti in ospedale in attesa che un paziente vanga visitato, non abbiamo diritto a neanche un euro». Tra i punti in discussione indicati nella lettera del direttore generale ci sarebbero inoltre «la modifica del calcolo della percorrenza, non più a chilometri, ma a fasce di percorrenza predefinite; da rivedere anche la definizione delle modalità operative per i trasporti con auto per i servizi continuativi, in particolare per quanto concerne la riabilitazione e le tipologie di sosta per una maggiore chiarezza e oggettività dei servizi effettuati dalle associazioni». I motivi del no. Farnesi e Lavecchia rimarcano il ruolo sociale del volontariato e puntualizzano: «Non siamo mai noi gli induttori di spesa. Non siamo noi a decidere se e quando intervenire, ma veniamo chiamati dalle strutture ospedaliere. E comunque noi rispettiamo ciò che prevede l'accordo e cosa dice l'assessore regionale».
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