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Empoli

156 posti per imparare un mestiere

156 posti per imparare un mestiere

Dal giardiniere al fornaio, al via i corsi per diventare un artigiano. Due allievi su tre dopo aver completato il corso trovano lavoro

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EMPOLI. Investire in formazione per rispondere alla crisi. Partecipare a un corso per rimettersi in gioco sul mercato del lavoro, strizzando l’occhio all’artigianato. È l’opportunità offerta ai disoccupati dall’Asev (Agenzia per lo sviluppo) che presenta otto corsi di formazione finanziati dal Circondario Empolese-Valdelsa con le risorse dell’Unione Europea, che coinvolgeranno complessivamente 156 allievi per un totale di 7.750 ore di lezione, in collaborazione con l’agenzia Ambiente Impresa. Sono gratuiti, garantiscono un buon livello di formazione e soprattutto formano figure professionali richieste dal mercato, come sottolinea Paolo Gianassi della Cna: «L’obiettivo è proprio quello di creare un filo diretto tra le aziende di determinati settori che, nonostante la crisi economica, sono alla ricerca di personale qualificato e coloro che cercano un’occupazione».

E allora ecco il progetto Asso (Azioni per il sostegno e lo sviluppo dell’occupabilità), pronto a sfornare panificatori, magazzinieri, modellisti di abbigliamento, giardinieri, addetti alle procedure amministrative, conduttori di impianti di prodotti agroalimentari, operatori edili e saldatori, che una volta completato il percorso formativo, avranno più possibilità di trovare un posto di lavoro. L’iter è questo: per prima cosa si deve presentare la domanda all’Agenzia (gli unici requisiti richiesti sono l’età superiore ai 18 anni e l’obbligo scolastico assolto); poi si dovrà superare l’eventuale selezione fatta direttamente dall’Asev nel caso che le richieste pervenute siano superiori ai posti disponibili (saranno eventualmente riconosciuti crediti in ingresso per conoscenze acquisite nei percorsi di studio, dietro presentazione di certificazioni formali, esperienze professionali pregresse, tramite prova di accertamento che può essere un test scritto, una prova pratica o un colloquio).

Quindi il via ai corsi (in quattro casi sono previste due edizioni), che hanno una ricetta simile (le modalità di iscrizioni e di svolgimento sono riepilogati nell’articolo a fianco): si va da 400 a 600 ore di lezione, in buona parte pratiche, anche attraverso stage nelle aziende; poi la conclusione con un esame e il rilascio del certificato di competenze. «Questo progetto - sottolinea il direttore dell’Asev Tiziano Cini - coinvolge in un processo di apprendimento persone spesso non più abituate ad apprendere in maniera attiva e permette di superare quella condizione di smarrimento in cui spesso si viene a trovare chi perde il lavoro dopo anni di attività, sia perché consente una riqualificazione in termini di cambiamento di collocazione settoriale del proprio lavoro.

Quest’ultima possibilità risulta strategica verso coloro che si trovano al momento in cassa integrazione e mobilità, in aziende appartenenti a settori particolarmente colpiti dalla crisi: ecco un’opportunità di rinnovarsi, di essere costruttori di sé stessi. Il corso di formazione può andare incontro ad esigenze di vocazione individuale che permettano di reindirizzare la rotta della propria carriera, dandole un nuovo impulso».

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