Finanza
«Via Ramoni è pericolosa»
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Il lampione per terra allincrocio tra via Ramoni e via Montebono Un lampione a terra, altri due spenti da anni le rivali Torre e Massarella unite nella protesta
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FUCECCHIO. Torre e Massarella sono storicamente rivali, e anche le vicende dell'ultimo palio lo dimostrano. Oltre a via Ramoni c'è qualcos'altro però che unisce le due frazioni collinari fucecchiesi: una domanda da porre allo stesso interlocutore. E la domanda è molto semplice: «Quale servizio svolge per la collettività un lampione della pubblica illuminazione divelto e steso sul ciglio di una strada?». Questo è l'interrogativo, o la curiosità, che accomuna torrigiani e i massigiani per quel lampione che aveva il compito di illuminare l'incrocio tra via Ramoni e via Montebono e che si trova ormai da alcuni mesi steso sul ciglio della strada. «Fino a qualche giorno fa si vedeva solo la plafoniera racconta un residente, ora che è stata tagliata l'erba e ripulito il ciglio dai rovi il lampione emerge per intero, ed è davvero difficile non vederlo. Credo sia qualche mese, sicuramente da ben prima dell'estate, che il lampione si trova in terra, e molti di noi lo hanno già a suo tempo segnalato». Ma le proteste degli abitanti delle due zone collinari non si fermano in questo tratto di via Ramoni, perché fa notare un altro residente che anche i due lampioni alimentati con i pannelli fotovoltaici al ponte sul canale Usciana sono spenti ormai da qualche anno. La circostanza è già nota agli uffici comunali, affermano gli abitanti della zona. «Per riattivare i due lampioni occorre acquistare due nuove batterie, ma per il momento manca la relativa disponibilità economica» si sono sentiti rispondere i cittadini dal settore tecnico del comune. In questo modo però i due lampioni servono solo da arredo. Torrigiani e massigiani si ritrovano quindi, loro malgrado, uniti e compatti nell'auspicio che prima del calar delle nebbie in questo tratto dell'area palustre prima dell'imminente stagione, "sia fatta luce" su queste due situazioni davvero pericolose. Perché si sa, come si sente ripetere spesso, la sicurezza prima di tutto.
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