Il Tirreno

Empoli

PRIMA GUERRA MONDIALE

Il Patto di Londra decretò la fine di una carriera

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 MONTESPERTOLI. Il ruolo di Sidney Sonnino fu determinante nella scelta di combattere a fianco degli Alleati, coi quali egli condusse le trattative segrete che, il 26 aprile del 1915, portarono alla firma del Patto di Londra - rimasta sconosciuta alla maggioranza neutralista della camera e allo stesso Giolitti. Rimasto a capo del ministero degli Esteri nei governi che si succedettero nel corso della guerra, Sonnino difese sempre l'applicazione letterale dell'accordo londinese e si oppose ad una politica delle nazionalità nei territori dell'Impero asburgico. Questa impostazione lo mise in difficoltà alla Conferenza di Versailles che si aprì a Parigi il 18 gennaio 1919, dove ci fu una forte opposizione alle richieste italiane, in particolare da parte del presidente americano Wilson, favorevole all'affermazione delle nazionalità ed in particolare del nuovo stato Jugoslavo. Fu la fine della carriera di Sonnino, che non si ripresentò alle elezioni del 1919. Ma i tempi stavano cambiando, la parabola liberale era al capolinea e sulla scena politica aveva fatto il suo ingresso Benito Mussolini. Nominato il 3 ottobre 1920 senatore, Sonnino morì a Roma il 24 novembre del 1922 e venne sepolto nel parco del Castello del Romito a Quercianella (Livorno), da lui acquistato nel 1873. Egli lasciò come unico erede di tutti i suoi beni il nipote Leone De Renzis, a condizione che questi assumesse il doppio cognome.

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