La protesta
Prendono i vestiti dai contenitori Caritas
Arrestati due giovani dai carabinieri, avevano già riempito un'auto
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Un business che passerebbe dai contenitori di vestiti usati. Quelli gialli, adoperati da chi decide di fare del bene, per raccogliere indumenti da donare a chi è in difficoltà. Potrebbe esserci, infatti, un'organizzazione che si appropria di quei capi per rivenderli illegalmente. L'ipotesi nasce dall'arresto di due uomini effettuato dai carabinieri Il quadro di un traffico illegale emergerebbe, secondo gli investigatori, dal fatto accaduto l'altra sera a Certaldo, in centro, in via Romana. Una pattuglia era in servizio per normali controlli in tarda serata. Passando appunto da quella strada ha notato due uomini intenti ad armeggiare intorno a un contenitore della Caritas. Si sono avvicinati e hanno visto che i due stavano svuotando il contenuto del cassone giallo. E caricavano gli abiti su un'auto, al punto da riempirla.
La pattuglia è intervenuta e ha arrestato i due giovani per furto aggravato. Sono entrambi di origine romena, di 24 e 34 anni. Nell'auto con cui erano arrivati a Certaldo i ladri avevano già stipato circa settanta capi d'abbigliamento che i certaldesi volevano donare a persone in difficoltà. Più volte i cassonetti della Caritas, che nell'Empolese Valdelsa vengono gestiti dalla cooperativa Orizzonti, sono stati aperti e depredati del loro contenuto. Non solo in zona ma anche nel resto della provincia. «Quotidianamente - spiega un addetto della cooperativa San Martino che gestisce quelli sull'area fiorentina - i nostri contenitori vengono danneggiati». Nonostante siano dotati di una fessura particolare che dovrebbe servire a evitare i furti. Da qui l'ipotesi degli investigatori: che i furti siano messi a segno da un'organizzazione che rivende poi gli abiti migliori nei mercati dell'Est come se fossero nuovi (oppure come usati di buon livello). Un mercato illecito e comunque organizzato che partirebbe dall'Italia verso vari paesi dell'Est. L'ipotesi degli investigatori è che poi parte di questi indumenti, magari quelli maggiormente scadenti, siamo poi rivenduti a peso. Una pista da battere per gli inquirenti, che dovranno raccogliere riscontri a questa tesi, che però almeno ieri nella sede distaccata del tribunale di Empoli non ha trovato conferma.
L'arresto per entrambi era stato convalidato. Dunque l'ipotesi del reato e l'operato dei carabinieri sono stati ritenuti corretti. E quindi si è svolto il processo per direttissima. Qui però, entrambi gli imputati (o per un riscontrato stato di necessità, o perché hanno dimostrato di aver agito inconsapevolemente, cioè senza sapere di commettere un reato appropriandosi dei vestiti che si trovavano all'interno del contenitore giallo della Caritas) sono stati assolti. Quindi l'ipotesi del traffico illegale resta in piedi, ma ai carabinieri guidati dal nuovo comandante Giuseppe Pontillo serviranno ulteriori indagini (anche su altri episodi del genere avvenuti di recente in altre zone) per venirne a capo.
La pattuglia è intervenuta e ha arrestato i due giovani per furto aggravato. Sono entrambi di origine romena, di 24 e 34 anni. Nell'auto con cui erano arrivati a Certaldo i ladri avevano già stipato circa settanta capi d'abbigliamento che i certaldesi volevano donare a persone in difficoltà. Più volte i cassonetti della Caritas, che nell'Empolese Valdelsa vengono gestiti dalla cooperativa Orizzonti, sono stati aperti e depredati del loro contenuto. Non solo in zona ma anche nel resto della provincia. «Quotidianamente - spiega un addetto della cooperativa San Martino che gestisce quelli sull'area fiorentina - i nostri contenitori vengono danneggiati». Nonostante siano dotati di una fessura particolare che dovrebbe servire a evitare i furti. Da qui l'ipotesi degli investigatori: che i furti siano messi a segno da un'organizzazione che rivende poi gli abiti migliori nei mercati dell'Est come se fossero nuovi (oppure come usati di buon livello). Un mercato illecito e comunque organizzato che partirebbe dall'Italia verso vari paesi dell'Est. L'ipotesi degli investigatori è che poi parte di questi indumenti, magari quelli maggiormente scadenti, siamo poi rivenduti a peso. Una pista da battere per gli inquirenti, che dovranno raccogliere riscontri a questa tesi, che però almeno ieri nella sede distaccata del tribunale di Empoli non ha trovato conferma.
L'arresto per entrambi era stato convalidato. Dunque l'ipotesi del reato e l'operato dei carabinieri sono stati ritenuti corretti. E quindi si è svolto il processo per direttissima. Qui però, entrambi gli imputati (o per un riscontrato stato di necessità, o perché hanno dimostrato di aver agito inconsapevolemente, cioè senza sapere di commettere un reato appropriandosi dei vestiti che si trovavano all'interno del contenitore giallo della Caritas) sono stati assolti. Quindi l'ipotesi del traffico illegale resta in piedi, ma ai carabinieri guidati dal nuovo comandante Giuseppe Pontillo serviranno ulteriori indagini (anche su altri episodi del genere avvenuti di recente in altre zone) per venirne a capo.
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