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EMPOLI. Il lavoro notturno va detassato, con l'applicazione dell'aliquota del ...
Francesco Turchi
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EMPOLI. Il lavoro notturno va detassato, con l'applicazione dell'aliquota del 10%, la stessa degli straordinari. Dunque tutti i dipendenti del settore privato che dal 2008 ad oggi hanno lavorato in orario notturno, hanno diritto al rimborso delle tasse pagate in eccesso. Alcuni di riavranno indietro anche centinaia di euro, visto che la tassazione agevolata è decisamente inferiore rispetto a quella ordinaria (che varia in base all'imponibile, ma si aggira intorno al 35%). Una buona notizia per migliaia di cittadini che lavorano su turni in aziende come Sammontana o Bitossi, tanto per citarne due tra le più grandi, ma anche negli istituti di vigilanza come Globo e Lince, oltre a tutti coloro che lavorano nei locali notturni, negli alberghi come portieri, nel circondario dell'Empolese-Valdelsa o altrove. Fin qui tutto fin troppo semplice. In realtà la circolare dell'Agenzia delle entrate - datata 17 agosto 2010 - ha mandato in tilt i Caaf di tutto il circondario, presi d'assalto in questi giorni da cittadini che rivogliono indietro quei soldi versati ingiustamente, ma che devono fare i conti con la burocrazia, che mal si concilia con i tempi stretti. La storia. Nel 2008 è stata introdotta una tassazione agevolata per gli straordinari. A seguito di questa novità, il consorzio nazionale dei Caaf ha ipotizzato che questo tipo di agevolazione fosse estesa anche alle erogazioni relative alle prestazioni per lavoro notturno. L'Agenzia ha confermato la tesi, dando il via alle richieste di rimborsi dal 2008 ad oggi: tuttavia per evitare di ricorrere all'istanza, che dilata enormemente i tempi della restituzione dei soldi, e vedersi liquidare i rimborsi già nella prossima dichiarazione dei redditi, i lavoratori si trovano ora costretti a raccogliere il materiale e a compilare la documentazione in pochi giorni. I termini. Questo ha determinato il caos nei Caaf, ma anche tra i consulenti del lavoro, alle prese con una notevole mole di lavoro supplementare, oltre che nelle stesse aziende. La conferma arriva da Laura Lazzerini, responsabile provinciale dei Caaf Cgil: «Al momento c'è una disparità di trattamento tra i cittadini, perché per alcuni di loro (il quadro generale delle scadenze è nel box a fianco, ndr) la data entro la quale devono presentare la documentazione è il 30 settembre: decisamente troppo ravvicinata. Ci auguriamo - sottolinea Lazzerini - che nei prossimi giorni l'Agenzia proroghi i tempi o modifichi le modalità, altrimenti ci saranno ampi ricorsi alle istanze, che però allungano i tempi». Intanto anche i Caaf di Empoli e del resto del circondario sono presi d'assalto dai lavoratori che chiedono lumi: «Ma in una manciata di giorni non possiamo accontentare tutti». Le aziende. Situazione complicata anche per quanto riguarda le aziende, soprattutto quelle con un numero elevato di dipendenti: in questi giorni devono soddisfare la pioggia di richieste dei loro lavoratori che chiedono la certificazione delle retribuzioni relative ai due anni in questione, documento necessario per avviare l'iter. «L'auspicio - conclude Lazzerini - è che l'Agenzia riveda in extremis i termini e le modalità di presentazione delle domande. Ma intanto i lavoratori si attrezzino, chiedendo la certificazione all'azienda e rivolgendosi al sindacato».
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