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Empoli

Bianco empolese, ok da Roma per il cambio del disciplinare

Alessandro Marmugi
Bianco empolese, ok da Roma per il cambio del disciplinare

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 EMPOLI. Il 14 settembre è arrivato da Roma l'ok che mancava e adesso per il Bianco empolese si spalancano nuovi orizzonti.  Il ministero delle politiche agricole, infatti, ha dato il via libera alla variazione del disciplinare del bianco Doc che viene prodotto nel nostro territorio. Cambiano così le percentuali delle uve usate e la densità dei vitigni, con un conseguente miglioramento della qualità del prodotto e della sua appetibilità sul mercato. Già da questa vendemmia, dunque, il Bianco dell'Empolese, potrà essere prodotto con le nuove regolamentazioni e dal primo dicembre chiunque vorrà potrà gustarlo sulle proprie tavole.  Presentato ieri alla sede del Circondario, il Bianco che nasce nel nostro territorio può definirsi Empolese solo se prodotto con uve di sei dei comuni della zona: Empoli, Vinci, Fucecchio, Capraia e Limite, Montelupo. Può, invece, essere vinificato nei comuni limitrofi e imbottigliato in tutta la Toscana. Un vino rinnovato, dunque, quello che esce dal nuovo disciplinare che promette di essere più gustoso ma soprattutto più competitivo sul mercato, come spiega l'assessore provinciale all'agricoltura Pietro Roselli: «La proposta di modificare il disciplinare del Bianco empolese - spiega Roselli - nasce dall'esigenza di produrre un vino che si adatti di più ai gusti del mercato, che spinga i piccoli produttori a richiedere le denominazioni Doc e Docg, migliorandone così la distribuzione».  Pochi infatti i viticoltori che hanno fatto richiesta della denominazione di origine controllata: 5 su 50. Con le nuove norme entrate in vigore per questa vendemmia, il Bianco avrà una percentuale dell'60% di trebbiano invece che dell'80%. Sparisce la malvasia con il restante 40% della composizione destinato ad altri tipi di uve come vermentino e chardonnay. Un altro importante cambiamento sarà la densità di impianto dei vitigni come, conferma Alessia Giuntini, l' agronomo che ha seguito l'iter del cambiamento del disciplinare: «I ceppi di vite che dovranno essere presenti in un ettaro di terreno - spiega l'agronomo - dovranno essere 3.300 in modo da garantire maggiore qualità». «Inoltre - prosegue Alessia Giuntini - cambiamenti ci saranno anche per quanto riguarda l'etichettatura, che dovrà mostrare l'annata di produzione del vino».  Modifiche anche per il vinsanto empolese che sulla bottiglia dovrà specificare la propria tipologia: secco (con l'1% di zuccheri aggiunti) o amabile (col 3% di zuccheri aggiunti). Contenti della notizia anche la Cia e l'unione agricoltori, che vedono nel nuovo disciplinare un trampolino di lancio per il Bianco.  Ottimista anche il presidente del Circondario Empolese Valdelsa Alfiero Ciampolini, che vede ristoratori, venditori e consumatori come la chiave di volta per la diffusione del Bianco dell'Empolese. «Dobbiamo - ha detto - cercare di far conoscere il nostro vino, proponendolo nei ristoranti, magari richiedendolo al posto del solito vino della casa».

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