Il Tirreno

Empoli

Addio alle borse di plastica per fare la spesa

Veronica Potenza
Addio alle borse di plastica per fare la spesa

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 EMPOLI. C'è chi come la Coop ha tolto di mezzo le buste di plastica con un anno e mezzo di anticipo rispetto all'entrata in vigore della direttiva europea che ne vieta l'utilizzo ma anche chi, come Eurospin, Penny e Marzi e Fulignati, non si è ancora adeguato e dovrà quindi affrettarsi per non sforare i termini. Al centro Conad e Sma che offrono sia l'alternativa bio che quella non ecologica.  È così che le maggiori catene di supermercati presenti nell'Empolese-Valdelsa si stanno muovendo in queste ultime settimane che precedono l'entrata in vigore, dal primo gennaio 2011, della norma che segnerà l'addio al classico sacchetto in polietilene, derivato del petrolio.  Dal prossimo inverno insomma la spesa dovrà essere trasportata nei sacchetti biodegradabili o in quelli riutilizzabili. La Coop ha battuto tutti sui tempi togliendo di mezzo la plastica già nel giugno 2009. I risultati, assicura il responsabile comunicazione Unicoop Firenze Claudio Vanni, sono stati più che soddisfacenti. Fino a poco tempo fa infatti questa catena premiava i clienti che si portavano le buste da casa con 2 punti extra per la raccolta punti. In questo modo Unicoop Firenze ha potuto misurare il fatto che ben il 60% dei clienti si era "convertito" al riutilizzabile.  Non molto dopo, nell'agosto del 2009, anche Conad ha introdotto nei propri punti vendita i sacchetti in mater-bi (amido di mais e derivati di olii vegetali). Questa catena di supermercati ha però scelto di affiancare le opzioni "bio" alla plastica e non di sostituirla direttamente. «Abbiamo ritenuto opportuno - spiegano dalla direzione Conad - dare la possibilità alla gente di adeguarsi gradualmente al cambiamento». Anche i clienti Conad sembrano avere accettato di buon grado il cambiamento, tanto è vero che quelli che scelgono l'alternativa bio hanno superato già da tempo gli ostinati estimatori della plastica.  Identica la scelta di Sma che mette a disposizione sia i sacchetti di plastica che quelli di mater-bi e in tessuto. La percentuale degli "eco-convertiti" però qui è più bassa. «Un buon 20% - spiega un responsabile della Sma di Empoli - è passato alle riutilizzabili, il 10-15% a quelle biodegradabili».  Per quanto riguarda i prezzi dei "biosacchetti" per adesso la maglia nera nella Valdelsa spetta a Marzi e Fulignati ma c'è da tenere presente che Eurospin e Penny market non hanno reso noto il prezzo che stabiliranno una volta introdotte le nuove buste.  Marzi & Fulignati ha scelto di non passare al mater-bi ma a un altro tipo di sacchetto che i responsabili del punto vendita di Sovigliana hanno descritto come ugualmente rispettoso dell'ambiente ma più resistente. Queste nuove buste verranno introdotte a fine settembre e costeranno 6 centesimi l'una, contro i 4 di quelle in plastica.  Scettico Graziano Chini, presidente dell'industria plastica toscana, una delle aziende leader in Italia per la produzione di sacchetti a base di amido di mais. Secondo lui le altre buste non sono affatto più resistenti. «Diffidate - ha aggiunto - da tutto ciò che non è mater-bi, io conosco le alternative e si tratta di materiali che hanno proprietà più simili a quelle della plastica che non all'amido di mais».  Di due centesimi anche l'aumento di Coop che però passa da 3 a 5. Conad invece rincara di un solo centesimo ma approda comunque a 5 perché vendeva i propri sacchetti di plastica a 4 centesimi. Questa catena è però quella che momentaneamente vende i sacchetti in tessuto, quindi riutilizzabili, al prezzo più basso: 85 centesimi contro 1 euro di Coop e Sma. Sma è ad oggi l'unica catena che non fa registrare il "caro sacchetto" e che vende le buste rispettose dell'ambiente allo stesso prezzo di quelle vecchie. Va sottolineato che Sma vendeva già a 5 cent la plastica, quindi, non rincarando, non fa che allinearsi alle altre.  Attenzione: anche le botteghe di vicinato dovranno adeguarsi e abbandonare la plastica. Peccato però che la maggior parte degli addetti ai lavori sia ancora totalmente all'oscuro della questione. Per di più, non facendo pagare le buste, saranno proprio i proprietari dei piccoli negozi a soffrire di più il "caro-sacchetto".  «Inizieremo nei prossimi giorni - ha assicurato Andrea Bertini di Confesercenti - a fare un'informazione capillare presso tutti gli esercizi».

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