La protesta
Gli Identes stanno per lasciare la cura della chiesa della Vergine
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La chiesa della Vergine3 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. Sabato 2 ottobre, vigilia del patrono di Fucecchio (San Candido), gli Identes daranno una festa di commiato. Dopo 15 anni, lasciano la cura della chiesa della Vergine. Padre Enrico è stato trasferito in una parrocchia di Genova. Padre Tommaso curerà, insieme a un altro missionario, la parrocchia di Ponte a Cappiano, e stanno cercando un appartamento per trasferirvisi. Sembra che la decisione d'abbandonare la cura della chiesa della Vergine sia dovuta alle condizioni in cui si trova l'annesso convento. Vi sarebbero danni strutturali gravi, che i proprietari - i francescani - non avrebbero la possibilità economica d'affrontare. E senza una prospettiva, non è possibile andare avanti, si dice da parte degli Identes. Può darsi, però, che vi siano anche altre cause: forse i fedeli non hanno risposto come rispondevano con i francescani, trovandosi di fronte a un modo diverso di fare apostolato. Sta di fatto che uno dei più antichi ritiri della Toscana subisce un altro colpo, che rischia d'essere quello definitivo. Il primo, duro da digerire, fu quando i francescani decisero di lasciare - 15 anni fa - per farsi sostituire dagli Identes. Che entrarono con grandi obiettivi, poi ridimensionati nel fare i conti con la realtà. Si disse, allora, che i francescani sarebbero rimasti se la chiesa fosse stata elevata a parrocchia. Una proposta, che non avrebbe avuto buona accoglienza da parte della Curia sanminiatese. A distanza di anni, con il cosiddetto senno di poi, si può dire che il no a una richiesta legittima (ma che andava a toccare gli "interessi" delle altre parrocchie) ha portato alla decadenza di chiesa e convento. Non sono pochi quelli che si ricordano gli anni di padre Ceci, di padre Carlo (il frate buono, in odore di santità), del noviziato, di personaggi come padre Vincenzo Checchi e del fondatore del ritiro, S. Teofilo da Corte. Una chiesa nata nel Seicento (con lo zampino dei Medici), sulle fondamenta di un oratorio, dove veniva venerata una Madonna, la Madonna chiamata delle cinque vie (vi si incrociavano 5 vie importanti). Era ritenuta miracolosa e, per questo, venerata dai fedeli del luogo e dai viandanti, numerosi, perché una delle cinque strade pare fosse una deviazione della via Francigena (via delle Fornaci). Si sa che domani è in programma un incontro tra Identes e rappresentanti provinciali dei francescani. Cosa abbiano in animo di fare questi ultimi, è un mistero. La speranza è che l'uscita degli Identes possa portare non all'abbandono ma a un rilancio di un punto di riferimento secolare per i fedeli: specie per quelli che abitano in zona del Rio e dintorni, identificabili con la contrada Porta Raimonda. Potrebbe essere ripresa la proposta di far nascere la terza parrocchia nel capoluogo? E' il caso di far notare che chiesa e chiostro (dove sono gli affreschi di padre Alberto Carlini, raffiguranti la vita di San Francesco e da poco restaurati) sono del Comune; il convento è dei francescani. (r.c.)
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