Sicurezza
Il consigliere regionale Nascosti e quello provinciale Ciampolini contro la tassa sui disabili
Il Pdl chiede le dimissioni di Campinoti
Veronica Potenza
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Filippo Ciampolini e Nicola Nascosti «Dopo la sentenza del Tar, deve lasciare la presidenza della Società della salute»
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EMPOLI. Il Pdl chiede le dimissioni del sindaco di Certaldo Andrea Campinoti dalla presidenza della Società della salute. Motivo: la cosiddetta tassa sui disabili che il Tar ha giudicato illegittima. «Il presidente della Società della salute rassegni le dimissioni per dignità e onestà politica, deponga l'arroganza e risponda ai cittadini». Così il consigliere provinciale del Pdl Filippo Ciampolini, durante una conferenza stampa a cui ha partecipato, insieme al consigliere regionale Nicola Nascosti, il presidente dell'Associazione assistenza disabili psicofisici Rolando Terreni. L'attacco del centrodestra prende le mosse dalla sentenza con cui è stata bocciata la delibera con cui la Società della salute aveva richiesto alle famiglie dei 170 disabili che frequentano gli otto centri diurni del circondario un contributo di 80 euro mensili per il trasporto e la mensa. Questa battaglia è iniziata 7 mesi fa. A combatterla in prima linea c'è Rolando Terreni, che si dice pronto a ritirare le figlie dal centro Cerbaiola se la tassa dovesse essere applicata. «Chiedono 80 euro a un disabile che prende una pensione da 260 euro al mese - racconta - mentre il dirigente della Società della salute ne guadagna 150mila l'anno. La Società ha 3 milioni di entrate e mi vengono a dire che c'è un buco di 700mila euro. Ma dove vanno a finire i soldi?» Secondo Terreni qui non ci sono alternative ai centri diurni per chi non può permettersi una badante. «Ho provato a portare le mie due figlie al Trovamici - racconta - e mi hanno risposto che non hanno posto. Se mi dovessi fermare chi si occuperà di loro?» Questa vicenda è, secondo il consigliere regionale del Pdl Nicola Nascosti, la prova che «la sanità dell'Empolese Valdelsa è tutt'altro che perfetta. E a dirlo non siamo noi dell'opposizione ma il Tar».
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