Il dolore
I genitori hanno dovuto far intervenire un legale che poi è riuscito a far cambiare idea allazienda sanitaria
Bimbo autistico attende 8 mesi per Ventignano
Luciano Gianfranceschi
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La casa di Ventignano a Fucecchio nel giorno dell inaugurazione e, sotto, un interno L'ammissione al centro diurno bloccata dall'Asl di Pisa per un problema di residenza del piccolo
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FUCECCHIO. Oltre a essere un bimbo autistico, ha dovuto lottare per 8 mesi contro la burocrazia dell'Asl 5 di Pisa prima di poter entrare alla Casa di Ventignano. Il problema era la residenza nel territorio della Asl pisana. I genitori sono originari del comune di Fucecchio e lavorano da anni nel territorio comunale. Per questa ragione il loro bambino è stato da sempre seguito dalla neuropsichiatria di Fucecchio. Al momento dell'apertura della Casa di Ventignano, però, l'Asl pisana avrebbe negato, a quanto hanno spiegato i genitori, la collaborazione necessaria per consentire l'ingresso del bimbo nella struttura specializzata per persone affette da autismo di San Pierino. Il problema era imperniato sul fatto che il bambino era residente in un comune pisano e non in uno dell'Asl 11. Grazie all'intervento dell'avvocato Cesare Ciacca, sono stati rimossi gli impedimenti burocratici ed economici. In una lettera aperta i genitori ringraziano così il legale. «Nostro figlio entrerà finalmente nella Casa di Ventignano - spiegano - per tutti i ragazzi che usufruiscono delle prestazioni del centro già dalla sua apertura, è un fatto normale o "scontato". Per lui non è stato così. Questa lunghissima fase di stallo, non si sarebbe potuta chiudere se non avessimo avuto il supporto e l'assistenza legale dell'avvocato Cesare Ciacca». «Siamo stati costretti a contattarlo, perché i nostri solleciti, presso i vari uffici, cadevano nel vuoto - spiegano - l'avvocato Cesare Ciacca si occupa da decenni di casi in materia sanitaria e la cosa straordinaria è che quando ci ha invitato a parlare del nostro problema ci ha ascoltato veramente. Abbiamo parlato per ore del nostro bambino. Si è documentato sulla sindrome, sui luoghi di abilitazione, su tutte le normative e leggi regionali e non. Ha colto immediatamente quanto sia stato leso il diritto fondamentale all'assistenza sanitaria nei confronti del nostro bimbo». Poi «con due articolate missive in tempi ristretti l'avvocato è riuscito a sbloccare il congelamento di nostro figlio fuori dal centro».
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