Gioco
Stop ai lavori in casa ora si ristruttura solo per risparmiare energia
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Un muratore allopera su una tettoia 3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. La crisi investe l'edilizia, non solo per le nuove costruzioni ma anche quelle usate. Le ristrutturazioni registrano infatti una sensibile flessione nel circondario. La provincia di Firenze nel 2010 è una di quelle che ha registrato uno degli incrementi più bassi - circa un terzo della media regionale - per quanto riguarda le richieste di detrazione fiscale al 36% per i lavori fatti per rimettere a posto gli immobili. La contrazione risulta evidente soprattutto nell'Empolese Valdelsa, come confermano gli addetti ai lavori. Sono oltre 18 mila le richieste di detrazione fiscale presentate dai cittadini toscani nei primi sette mesi del 2010: rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente si è registrato un incremento del 13,49%. Nella provincia di Firenze l'incremento è stato, invece, soltanto del 5%. E nell'Empolese Valdelsa queste difficoltà si sentono in modo particolare. A tenere in piedi il mercato edile ci sono per fortuna gli interventi di riqualificazione per il risparmio energetico. Se il cittadino può usufruire di una detrazione fiscale del 36% sulle grandi ristrutturazioni, per quanto riguarda gli interventi relativi alla riduzione del consumo energetico la detrazione prevista è del 55%. La bio-edilizia è un settore in espansione sul nostro territorio. Garantire la riqualificazione energetica anche nelle ristrutturazioni significa assicurarsi un risparmio notevole nella gestione del fabbricato, all'incirca il 30%, ma anche meno spreco di acqua, più illuminazione, maggiore ventilazione e in generale un comfort superiore. La detrazione del 55% viene applicata a tutti quei lavori che hanno come risultato un minore consumo di energia nell'abitazione: interventi sul cappotto (rivestimento dei muri che permette di trattenere meglio il calore all'interno dell'immobile), installazione di pannelli solari, finestre, pavimenti e impianti di climatizzazione. Nell'Empolese Valdelsa una ristrutturazione "tradizionale" può costare 800/900 euro al metro quadro. Se si decide di fare, invece, un intervento di bioedilizia, la spesa è di 1.000 euro al metro quadro. Chi deve ristrutturare, per esempio, un'abitazione di 100 metri quadri, spenderà 80-90mila euro per un intervento tradizionale, 100mila euro per una ristrutturazione ecologica. Oltre al risparmio futuro del 30% nella gestione dell'immobile, dobbiamo considerare anche che l'oggetto in questione con la bio-ristrutturazione avrà sul mercato un plus valore del 15%. «A dare un grosso contributo nel settore delle ristrutturazioni - spiega Graziano Cester, titolare dell'impresa edile Cester di Montelupo - è stata l'introduzione della certificazione energetica. Per quanto riguarda le ristrutturazioni tradizionali, purtroppo, non c'è grande movimento. Si investe soltanto su case che hanno al massimo venti anni di vita: sistemare immobili troppo vecchi, dove magari c'è bisogno di rifare tetti e solai, è troppo dispendioso». «Negli ultimi anni - dicono Mario Lopomo, titolare dell'omonima impresa di Cerreto Guidi, e Carlo Benedetti della Edil Bene di Empoli - gli interventi di ristrutturazione sono diminuiti drasticamente: anche i piccoli interventi come il rifacimento di un bagno, che contribuivano al fatturato dell'azienda a fine mese, si contano sulle dita di una mano». Nel settore delle vendite gli immobili completamente da ristrutturare difficilmente trovano un acquirente. «Il cliente - spiegano in un'agenzia immobiliare di Empoli - preferisce acquistare il nuovo o l'immobile già ristrutturato e che comunque non ha tanti anni di vita. Non mancano i clienti che decidono di affrontare i lavori di ristrutturazione, ma si tratta comunque di piccoli interventi». Nel caso le ristrutturazioni riguardino interi condomini, è cura dell'amministratore presentare all'Agenzia dell'entrate la documentazione per la richiesta della detrazione d'imposta del 36%, che divisa per le quote di spettanza alleggerisce la dichiarazione dei redditi di ciascun condomino. Inoltre dall'1 luglio di quest'anno l'amministratore non deve più calcolare la ritenuta del 4% sui corrispettivi pagati per le ristrutturazioni edilizie, per evitare che le imprese che fanno i lavori subiscano una doppia trattenuta. Infatti la legge del 31 maggio 2010 ha introdotto l'obbligo da parte delle banche di applicare una ritenuta d'acconto del 10% sui bonifici relativi al pagamento di interventi di recupero del patrimonio edilizio o di risparmio energetico, calcolata sul totale del bonifico, meno l'iva del 20%.
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