Sicurezza
Imprenditore a giudizio
Candida Virgone
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Lesterno del tribunale di Pisa dove è sotto processo Marzio Lupi È imputato di avere tentato di estorcere denaro alle titolari di un terreno occupato abusivamente
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EMPOLI. Avrebbe chiesto 200 milioni di lire per lasciar libero un terreno privato che aveva occupato con un rimessaggio lungo la golena d'Arno, a Pisa, e il direttore del parco naturale di San Rossore, dopo due ingiunzioni di sgombero non eseguite, gli avrebbe concesso una proroga d'un anno. Guai giudiziari per l'imprenditore Marzio Lupi, 69 anni, empolese, e il direttore dell'Ente Parco San Rossore, Sergio Paglialunga, 57 anni, originario di Fermo, tutti e due residenti a Pisa. I due compariranno in tribunale per rispondere entrambi di abuso d'ufficio, il primo di tentata estorsione e il secondo di omissione di atti d'ufficio. Parte civile le sorelle Patrizia e Paola Pampana, 64 e 69 anni, proprietarie del terreno in questione, tutelate dall'avvocato Salvatore Salidu. I fatti risalgono a prima del 2003. Secondo l'accusa, Lupi, che all'epoca era titolare del rimessaggio omonimo, la Nautica Lupi, avrebbe occupato con la sua attività non solo la parte demaniale, ma anche, «abusivamente», un terreno di proprietà delle sorelle Pampana, rimuovendo pure continuativamente la recinzione che lo circoscrivevano. Sempre per l'accusa avrebbe chiesto alle sorelle «in modo non equivoco» 200 milioni di lire, per lasciare la proprietà che le donne avevano messo in vendita. Quale sarebbe stata in questa vicenda, secondo l'accusa, la responsabilità di Paglialunga? Come direttore del parco aveva emesso due ordinanze di rimozione, il 30 aprile e il 3 giugno 2003, notificate rispettivamente il 6 maggio e il 19 giugno successivi. Però, nonostante le leggi regionali imponessero l'esecuzione forzata delle ordinanze, secondo l'accusa il direttore Paglialunga, il 26 giugno 2004, «pur in assenza di presupposti di legge», aveva concesso a Lupi una proroga allo sgombero fino al 31 marzo 2005, «procurando a quest'ultimo un ingiusto vantaggio, consistente nella mancata esecuzione forzata delle citate ordinanze e nella possibilità, per il Lupi, di proseguire la propria attività di rimessaggio nautico svolta su un terreno demaniale abusivamente occupato e attraversando illecitamente, in modo continuativo e previa rimozione delle recinzioni, il terreno delle sorelle Pampana, che subivano un ingiusto danno».
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