Il Tirreno

Empoli

La nuova raccolta prenderà il via alla metà di novembre. 24 gli addetti impegnati

Rifiuti, da oggi informatori in giro per spiegare il "porta a porta"

Veronica Potenza
Al via a novembre la raccolta porta a porta a Fucecchio
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Al via a novembre la raccolta porta a porta a Fucecchio

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 FUCECCHIO. Al via oggi la campagna informativa a domicilio che mira a preparare la popolazione fucecchiese all'imminente introduzione del servizio di raccolta dei rifiuti "porta a porta", prevista per metà novembre.  La scomparsa dei cassonetti, si sa, costituisce un grosso cambiamento e richiede una buona dose di impegno da parte dei cittadini che rischiano, mettendo impropriamente troppo materiale nel contenitore dell'indifferenziata, di incorrere in un vero e proprio salasso.  Per contenere l'importo della bolletta occorre insomma fare attenzione al contenuto del bidoncino grigio, quello appunto dei rifiuti non recuperabili, ma il consiglio è anche quello di metterlo fuori soltanto quando è pieno perché gli addebiti non si baseranno sul peso ma sul numero di volte, registrate da un microchip, che questo viene svuotato.  Per aiutare i fucecchiesi ad arrivare preparati al momento dell'addio ai cassonetti una squadra di 24 informatori busserà da oggi ad ogni singola casa e azienda del comune per dare tutte le istruzioni e le delucidazioni del caso. Gli incaricati distribuiranno una guida e un calendario indicante i giorni di ritiro dei diversi materiali e lasceranno agli assenti un avviso con le istruzioni per fissare un nuovo appuntamento. Di pari passo con questa azione di contatto diretto proseguiranno anche le assemblee di quartiere ad hoc che al momento sono già arrivate a quota sei. Questi incontri, in tutto 24, rappresentano un'occasione per avere un confronto con l'amministrazione comunale e con Publiambiente, l'ente che gestisce la raccolta dei rifiuti.  Le assemblee, la prima delle quali si è tenuta lunedì 6 al circolo Arci delle Botteghe, proseguiranno fino al 15 ottobre e toccheranno un po' tutto il territorio del comune: da Massarella a Ponte a Cappiano, dalle Vedute a San Pierino e così via.  «Il clima percepito nel corso dei primi incontri - ha detto il presidente di Publiambiente Paolo Regini - è molto più favorevole di quello che trovammo nel comune pilota, quello di Montespertoli».  Della stessa opinione l'assessore Massimo Talini. «La società italiana e Fucecchio - ha detto - sono pronte a raccogliere la sfida e ad entrare in Europa anche per la questione dei rifiuti».  La destinazione scelta per l'isola ecologica dove potranno essere portati i rifiuti più ingombranti è Ponte a Cappiano, vicino alla rotatoria in zona depuratore. Si tratta di un'area di oltre 5mila mq che verrà aperta a breve.  Per dotarsi degli appositi contenitori invece i cittadini dovranno recarsi su appuntamento alla base logistica di Publiambiente, sita in via Antonio Pacinotti 2, in località Le Botteghe.  Il sindaco di Fucecchio Claudio Toni, intervenuto ieri nel corso di una conferenza stampa di presentazione del progetto, ha messo l'accento sull'improrogabile necessità di ridurre la produzione di rifiuti che ad oggi si aggira attorno a una media annua di 700 kg pro capite nel territorio da lui amministrato e sull'importanza di «differenziare quanto più possibile per recuperare così valori e ricchezze che ad oggi vanno perduti e per risparmiare le nostre discariche e abbassare i costi di smaltimento che sono di circa 130 euro a tonnellata». «Questo sistema - ha aggiunto - è già stato abbondantemente testato nel nord Europa e nel nord Italia e ha dato dei risultati incredibili».  Attualmente nel comune di Fucecchio la quota di rifiuti differenziati è di circa il 37%, ben lontana quindi dall'obiettivo comunitario del 65%.  «Con questo modello - assicura Paolo Regini - si arriva intorno al 90%». Il presidente Publiambiente ha colto l'occasione per tirare una stoccata nei confronti delle aziende italiane che producono vetro e che, secondo lui, hanno creato una sorta di «cartello che pretende di acquistare il vetro a prezzi stracciati o addirittura di non pagarlo affatto».  Un problema che Regini ha voluto sottolineare perché, ha spiegato, se ognuno non fa la sua parte «la filiera si inceppa».

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