Il Tirreno

Empoli

Affacciandosi al terrazzo di casa si sono trovati davanti la scena di un film

Gli abitanti della strada terrorizzati: ormai questa non è più un'isola felice

Gli abitanti della strada terrorizzati: ormai questa non è più un'isola felice

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 EMPOLI. «Come? Un omicidio? Qui a Empoli?» Tra le centinaia di persone che ieri sera hanno incrociato la scena dell'omicidio di Massimo Stepich queste domande si ripetevano come un ritornello. Voci rotte dall'emozione, mani nei capelli facce sconvolte, tanta gente visibilmente preoccupata.  Un omicidio in pieno giorno, praticamente nel centro città, in una città come Empoli è l'ultima cosa che ti aspetti in un sabato di fine estate. E chi qui è nato e vive fa fatica ad accettare che sia potuta succedere una cosa del genere.  «Ormai anche Empoli non è più quella di una volta» commenta una coppia di anziani che abita in via Tino da Camaino, la stradina dove poco dopo le 17 è stato rinvenuto il cadavere di Massimo Stepich. Quando sono tornati a casa, intorno alle 20, si sono ritrovati di fronte a una schiera di polizia e carabinieri, con un contorno che erano abituati a vedere soltanto nei telegiornali nazionali: «Anche qui - dicono visibilmente stupiti - si comincia ad avere paura. In città girano troppe persone incontrollate, gente che sta cambiando il nostro modo di vivere».  «È spaventoso che un omicidio possa essa stato consumato qui, così vicino all'ospedale - dice un'infermiera del San Giuseppe appena uscita da lavoro - fino a ieri era impensabile».  Le persone più coinvolte dall'omicidio sono state ovviamente quelle che abitano in via Tino da Camaino: la strada è stata chiusa al passaggio sia delle auto che dei pedoni. Per rientrare a casa chi risiede lì ha dovuto attraversare la scena del delitto, scortato dai carabinieri, dopo avere dovuto esibire il proprio documento di indentità. In molti hanno seguito dal balcone i rilievi della scientifica dei carabinieri dal pomeriggio fino a sera, con gli occhi puntati sul telo che copriva il corpo senza vita del giovane nomade ucciso con un colpo di pistola al cuore e con il timore di chi scopre di vivere in un posto che non è più l'emblema della tranquillità e della sicurezza, un luogo che improvvisamente può diventare teatro di un delitto efferato.  Non solo la stradina dove è stato scaricato il cadavere è andata in tilt. Anche sul viale Boccaccio, di cui via Tino da Camaino è una traversa, proprio a poche decine di metri dall'ingresso del pronto soccorso del San Giuseppe, il traffico ha subito pesanti conseguenze. Nessun blocco ovviamente, ma tanta confusione, perché chi passava in auto e capiva che dietro l'angolo era successo qualcosa di molto grave rallentava e si fermava per cercare di capire meglio i contorni e i motivi dell'accaduto.  Chi ha potuto parcheggiare l'auto poco lontano ha raggiunto la strada per cercare di vedere da vicino il luogo della tragedia e soprattutto per trovare una spiegazione possibile a un fatto senza precedenti da queste parti.  «Dobbiamo rassegnarci - è il commento di un quarantenne - non esistono più isole felici, neanche Empoli è al sicuro. Se un ragazzo può essere ammazzato e abbandonato qui, in mezzo alle case, a pochi passi da una dei viali principali della città significa che ormai anche qui può succedere di tutto, anche quello che fino a pochi anni fa era impensabile per una realtà tranquilla e sana come la nostra».

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