Il Tirreno

Empoli

L’allarme lanciato durante la presentazione del nuovo anno scolastico

Studenti delle superiori senza bus

Alessandro Marmugi
Il direttore del Circondario Alfiero Ciampolini e a destra studenti davanti a una scuola
◗
Il direttore del Circondario Alfiero Ciampolini e a destra studenti davanti a una scuola

Prolungate le lezioni, gli orari non combaciano più col trasporto pubblico

3 MINUTI DI LETTURA





 EMPOLI. Un'altra tegola sull'inizio dell'anno scolastico. Non bastavano i disagi provocati dal taglio delle classi e dalle nomine degli insegnanti ancora non completate: la riforma Gelmini, reintroducendo le lezioni di sessanta minuti anche alle medie superiori, rischia di lasciare a piedi gran parte degli studenti che per tornare a casa utilizzano gli autobus.  I bus del consorzio Piùbus, che racchiude le aziende di trasporto pubblico operative nell'Empolese Valdelsa, hanno calibrato il servizio in base agli orari di uscita dalle scuole in vigore fino all'anno scorso, quando cioè, essendo le lezioni di 50 minuti, tutti gli istituti o quasi chiudevano i cancelli attorno all'1,30. Con il ripristino dell'orario di 60 minuti per lezione, la fine dell'attività didattica, almeno negli istituti tecnici ma non solo, si può protrarre fino alle 14, quando gli autobus di turno sono già passati. Vuol dire che chi è arrivato a scuola in corriera per tornare a casa dovrà aspettare quando va bene un'ora in più.  Prendiamo, ad esempio, gli istituti tecnici di via Sanzio. Chi abita a Montespertoli, perdendo il bus delle 14, dovrebbe prendere quello che parte dalla stazione ferroviaria alle 15; chi abita a Castelfiorentino e nel resto della Valdelsa, non potendo raggiungere la stazione con il bus delle 13,40, sarà costretto a prendere il treno che parte alle 14,40; chi abita a Montelupo e Fibbiana, se non riuscisse più a salire sulla corriera che ferma in via Sanzio alle 14, dovrà attendere davanti alla scuola quella che passa alle 14,40. Problemi anche per chi dall'Enriques di Castelfiorentino deve rientrare nei paesi vicini (Gambassi Terme, Montaione e Certaldo): i ragazzi che frequentano l'indirizzo tecnico, se non saranno modificati gli orari, rischiano di perdere l'autobus e di aspettare quasi 40 minuti per salire sul successivo.  L'allarme riguardante i trasporti per i ragazzi delle scuole superiori è stato lanciato durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina in municipio a Empoli alla quale hanno partecipato presidi, professori e amministratori locali, il direttore del Circondario Alfiero Ciampolini, il sindaco Luciana Cappelli e l'assessore Eleonora Caponi. «La reintroduzione delle lezioni di 60 minuti - ha ricordato il professor Stefano Cigna, del Fermi - provocherà problemi agli istituti tecnici, ai licei linguistici e agli artistici, le scuole superiori cioé che di norma fanno 6 ore di lezione al giorno e che dunque termineranno alle 14, quando molti bus saranno già passati».  Il problema - è stato spiegato durante la conferenza stampa, dunque riguarderà in particolare chi frequenta Ferraris-Brunelleschi, Fermi, Virgilio ed Enriques, mentre non toccherà i licei classico e scientifici perché appunto hanno un minor numero di ore complessive durante la giornata.  Il direttore del circondario Alfiero Ciampolini conferma la preoccupazione per il rischio che il cambio di orari possa mettere in difficoltà tanti studenti che utilizzano i mezzi pubblici per andare a scuola. Annuncia però che verranno presi provvedimenti a breve scadenza per cercare quanto meno di limitare al massimo disagi e disservizi. «Appena avremo dalle scuole gli orari definitivi delle lezioni - ha detto - faremo modificare gli orari dei bus cercando di eliminare i disservizi. Dobbiamo tenere conto però che del servizio di trasporto pubblico non fanno uso solo gli studenti ma tantissime altre categorie, tutte con esigenze diverse. Dovvremo dunque trovare orari che siano adeguati a tutti. Non sarà facile».  Tra l'altro gli enti locali devono fare i conti anche con un altro nodo che imbriglia il trasporto pubblico. «La Convezione con il consorzio PiùBus a cui fanno capo le aziende di trasporto, Lazzi, Puccionibus, Neri bus e Copit è scaduta a luglio - ricorda Ciampolini - la Regione non ha ancora stabilito quanti soldi saranno messi a disposizione per la nuova gara d'appalto, quindi siamo stati costretti a prolungare la convenzione a dicembre. Speriamo a gennaio o al massimo febbraio di arrivare a un accordo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web