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La truffa della falsa beneficenza

La truffa della falsa beneficenza

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Passano casa per casa a chiedere soldi dicendo che servono a finanziare le attività ricreative del reparto dell'ospedale di San Giuseppe dove sono ricoverati i bambini. Sono degli impostori. L'azienda sanitaria locale non ha mai autorizzato nessuno a raccogliere denaro per suo conto. La truffa, in qualche caso, è già riuscita. Per questo l'Asl ha diffuso un comunicato per mettere in guardia i cittadini. Dopo i falsi contributi per le iniziative del Museo del vetro, anche i pazienti del reparto pediatrico dell'ospedale sono stati dunque trasformati in un'esca per raggirare.

Il copione è sempre lo stesso: i falsi addetti bussano alla porta fingendo di raccogliere fondi da dare in beneficenza. Stavolta, per impietosire gli interlocutori, spiegano che i soldi serviranno a comprare giochi per rendere più leggera la degenza dei piccoli pazienti. E per rendere ancora più credibile la raccolta fondi, i sedicenti volontari addirittura propongono una ricevuta per la donazione fatta. L'espediente però non è stato sufficiente a ingannare tutti gli empolesi contattati. Alcuni di loro hanno fiutato l'inganno e hanno deciso di rivolgersi direttamente all'Asl per capire se il progetto era stato effettivamente lanciato dall'azienda pubblica o meno. Una volta venuti a conoscenza della questione i responsabili dell'Asl 11 hanno deciso di chiarire ufficialmente che nessuna «associazione o singola persona è mai stata autorizzata a raccogliere fondi porta a porta per finanziare le attività ricreative e assistenziali destinate ai piccoli pazienti ricoverati nel reparto di Pediatria del San Giuseppe». Occhi aperti quindi e ben vengano le segnalazioni alle autorità da parte di chi ha ricevuto la visita dei furbetti.«L'Asl 11 - si legge ancora nella nota - ribadisce la propria estraneità a iniziative di questo genere». V.P.

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