Il Tirreno

Empoli

Un centro di eccellenza per i malati cronici

In alto l’assessore Scaramuccia al Santa Verdiana sopra col personale del San Pietro Igneo di Fucecchio
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In alto l’assessore Scaramuccia al Santa Verdiana sopra col personale del San Pietro Igneo di Fucecchio

Inaugurata la medicina di continuità del Santa Verdiana al taglio del nastro anche l'assessore regionale Scaramuccia

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CASTELFIORENTINO. Taglio del nastro all'ospedale Santa Verdiana di Castelfiorentino per festeggiare il completamento dei lavori di ristrutturazione del terzo piano così come i lavori che hanno comportato l'attivazione del Day Service. All'inaugurazione erano presenti l'assessore regionale Daniela Scaramuccia, il rettore dell'Università degli Studi di Firenze Alberto Tesi, il preside della Facoltà di medicina e chirurgia di Firenze Gian Franco Gensini, il sindaco del comune di Castelfiorentino Giovanni Occhipinti e la direzione aziendale dell'Asl 11.  L'ospedale di continuità a Castelfiorentino, che nasce con la collaborazione dell'Azienda ospedaliera di Careggi e dell'Università di Firenze, si avvia a svolgere un ruolo sempre più cruciale nel sistema sanitario toscano.

Il "Santa Verdiana" si configura come centro di eccellenza per la presa in carico dei malati complessi, con malattie croniche, dei pazienti che necessitano di long term care e per coloro che necessitano di cure palliative (hospice), nonché per la formazione universitaria dei futuri medici e infermieri.  L'obiettivo è la costruzione di un legame più stretto tra servizi per il ricovero (ospedale) e servizi per l'assistenza territoriale (domicilio). Il terzo piano - inaugurato ieri - è dedicato alla degenza per la medicina di continuità (25 posti letto, oltre ai 13 del secondo piano e a quelli che saranno disponibili al momento dell'attivazione dell'hospice).  Il compito dell'ospedale della continuità è la presa in carico delle riacutizzazioni che spesso si verificano nei malati cronici, affetti da patologie cardiorespiratorie, vascolari, infezioni broncopolmonari e delle vie urinarie, stati di disidratazione, pazienti a rischio di non autosufficienza perché colpiti da ictus, fratture femorali, ecc.

Il Day service prevede invece attività di diagnosi e cura esercitata attraverso servizi ambulatoriali ovvero un poliambulatorio specialistico e radiodiagnostico in grado di gestire diverse situazioni cliniche complesse per le quali il ricovero risulta inappropriato, ma per le quali non è possibile trovare risposte adeguate in un servizio ambulatoriale in grado di mettere rapidamente in relazione il medico di medicina generale con le specialistiche ospedaliere, con tempi e modalità diverse dalle ordinarie.

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