Sicurezza
Campanilismo senza fine: ogni volta che un paese organizza un evento, il cugino cerca di portargli via il pubblico
Certaldo e Castello si fanno i dispetti
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Un mercatino in piazza Boccaccio a Certaldo Notte bianca e Sbarazzo da una parte, spettacolo e Sbaracco dall'altra
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CERTALDO. Tu fai la Notte bianca e lo Sbarazzo? E io organizzo uno show su Gozzoli e lo Sbaracco. Il campanilismo è anche questo: spazia dai campi sportivi alle feste di piazza e non risparmia i saldi e la cultura. Ne sanno qualcosa a Certaldo e a Castelfiorentino (distanti meno di dieci chilometri) dove stasera ci sarà l'ennesima sovrapposizione di eventi che ha tutta l'aria di non essere casuale. Ufficialmente (e c'era da scommetterci), tutti sono pronti a giurare il contrario e che i due eventi in contemporanea siano semplicemente il frutto della grande vitalità dei due paesi. Una voglia che nessuno mette in dubbio. Ma è altrettanto difficile negare che questa situazione si verifica, a più riprese, da tempo. D'altra parte la rivalità tra i due "cugini" viene da lontano, come spesso avviene in una terra fertile per il campanilismo quale la Toscana. Certaldo e Castelfiorentino, uniti dall'Elsa e divisi da una rivalità a tutto campo: si sono sfidati e si sfidano a volley e a basket, sono stati protagonisti di infuocati derby di calcio; ma al di là dell'aspetto strettamente sportivo, la rivalità abbraccia un po' tutti i campi, compreso quello industriale e culturale. Insomma: «Noi abbiamo l'ospedale e voi no»; «Ma noi abbiamo Giovanni Boccaccio, l'autore del Decameron». «Sì, questo è vero ma a Castello abbiamo il museo dedicato al pittore Benozzo Gozzoli». E così via... Ma talvolta si è andati anche oltre. Come avvenne nei primi anni Sessanta, quando una notte un gruppo di certaldesi danneggiò le porte del campo sportivo di Castelfiorentino. Dall'altra parte la reazione non tardò ad arrivare: i castellani, sempre di notte, verniciarono di rosso la statua del Boccaccio. Un episodio tra i tanti. Ecco perché quello che accade tra stasera e domani è difficile da leggere come una pura casualità. A Certaldo c'è la Notte bianca: negozi e musei aperti fino a tarda notte, spettacoli di magia, balli e musica. Il tutto con la regia del centro commerciale naturale e della Confesercenti locale. Sia oggi, che domani (quando la comunità certaldese festeggerà Beata Giulia), spazio allo Sbarazzo, coi negozi che salutano i saldi svendendo le rimanenze di magazzino. Ma vediamo cosa succede a Castelfiorentino. Sempre stasera c'è uno show gratuito al museo Benozzo Gozzoli. Fino a mezzanotte, ma anche domani dalle 16 alle 20, spazio allo Sbaracco, organizzato dal centro commerciale naturale locali. Cos'è? «Grandi saldi in modalità last minute». Insomma, cambia la doppia, ma il risultato è lo stesso. È un caso? Vediamo. Un anno fa in occasione della serata inaugurale di Mercantia, festival internazionale del teatro di strada, che va in scena a Certaldo, a Castelfiorentino andò in scena una specie di controfestival, con giochi acrobatici, clownerie e teatro. La concomitanza si è ripetuta il 14 luglio scorso, quando Mercantia ha aperto i battenti e i cugini hanno riproposto l'appuntamento con la rassegna Estate al Castello. Ma già a maggio erano andati a braccetto due eventi importanti. Dal 20 al 23 a Certaldo, si è svolta la seconda edizione della Festa nazionale di Avviso Pubblico: quattro giorni di incontri e iniziative con le scuole, le associazioni, gli enti locali del territorio e di altre parti d'Italia sui temi della lotta alle mafie e della promozione della cultura della legalità. Tra i relatori anche Pier Luigi Vigna, già procuratore nazionale antimafia e il governatore della Puglia Nichi Vendola. Ma a Castelfiorentino non sono rimasti a guardare, mandando in scena, negli stessi identici giorni, il festival del teatro di strada In/Canti e Sbanchi. A questi episodi se ne potrebbero aggiungere altri che si sono verificati nel tempo, relativi a sovrapposizioni di eventi minori. Forse, tirare in ballo il campanilismo, come sostengono i sindaci, è soltanto una fantasiosa interpetazione del caso. Ma l'impressione è che in realtà nei secoli sono cambiate le armi, ma la rivalità è rimasta immutata.
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